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Aeroporto, a Prato tanti malumori dopo l’approvazione del Pit

Aeroporto, a Prato tanti malumori dopo l’approvazione del Pit

L’intervento del democratico ed ex sindaco Mattei contro il presidente Rossi. Ma anche l’esponente pratese dell’Udc che chiede le dimissioni dei colleghi di partito in consiglio regionale. E la tirata d’orecchie ai consiglieri dell’Idv

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L’approvazione in Consiglio regionale del Pit e il via libera all’ampliamento dell’aeroporto di Peretola suscita numerose reazioni nella politica pratese. La maggioranza raccolta dal presidente Enrico Rossi fa tremare gli equilibri politici dei partiti.

Nell’Italia dei Valori Salvo Ardita, coordinatore provinciale IdV Prato, scrive: «Il percorso del voto che i consiglieri IdV Toscana stanno affrontando non rispetta le decisioni assunte all'unanimità da IdV Toscana il 7 luglio 2012. Votano e si muovono per conto proprio, dimostrano accondiscendenza alle megalomani idee di Rossi e Renzi». «Mi riferisco - scrive Ardita - al futuro progetto della pista parallela di Peretola. So e sappiamo tutti bene che questo non sarà il voto definitivo e sappiamo anche che il lavoro fatto dal nostro assessore Anna Marson è da ritenere proficuo e valido per la salvaguardia del territorio. Ma proprio per favorire e per rendere meritevole, sotto ogni forma di giudizio, il lavoro fatto dal nostro assessore, ci si chiede che cosa c'entra la creazione di una pista "convergente parallela", cioè la creazione di un nuovo e più ampio aeroporto nell'area salvaguardata dalla selvaggia cementificazione».

Anche Giovanni Bambagioni, dell’Udc Prato, si dissocia dalla scelta di sostenere Rossi in questo voto decisivo da parte dei consiglieri regionali del partito. «Le indicazioni di voto favorevole espresse dai due consiglieri regionali per l'adozione del Pit sono in contrasto con le indicazioni del partito a livello regionale. Tale voto si qualifica come una insopportabile delega in bianco ad una giunta pasticciona e inconcludente che presenta all'approvazione del Consiglio Regionale un provvedimento privo di ogni contenuto documentale». «Considerato - prosegue - che errori così non si erano mai visti nella storia politica del nostro partito a livello regionale, ci dissociamo e non riconosciamo la validità di una tale espressione di voto e riteniamo che i due consiglieri regionali possano rappresentare, al massimo, solo le loro provincie di appartenenza ma di sicuro non la politica del partito nella Regione Toscana. Invitiamo i due consiglieri regionali alle dimissioni per gravi contraddizioni con la linea espressa dal partito e per carenza di rappresentatività».

«Non posso votare questo documento che è largamente incompleto rispetto a risposte determinanti per la vita di molte persone. A Prato c'è un largo sentimento critico che si avvicina alla rottura, e Rossi dovrà tenerlo presente. Questa partita Rossi se l'è giocata con forza, minacciando anche le dimissioni. Tutto legittimo ma così facendo non si è potuto avere un vero dibattito nella maggioranza». Lo ha detto il pratese Fabrizio Mattei, consigliere regionale del Partito democratico, il principale antagonista alla nuova pista dell'aeroporto di Firenze, intervenendo oggi nel dibattito in Consiglio regionale sull'adozione del Pit. Al momento del voto «ci saranno dei sì - ha aggiunto - che in realtà non sono convinti e in realtà restano posizioni differenziate. Non si capisce perchè si sia fatto tanti problemi per alcune posizioni diverse quando il nostro partito ha fatto quello che ha fatto con l'elezione del presidente della Repubblica».

Secondo l’ex sindaco di Prato «dobbiamo fare un lavoro di merito come sempre un'amministrazione deve fare. Rispetto alle questioni ambientali, urbanistiche e economiche la soluzione» prevista da questo atto, «ha le risposte giuste? Al momento no. Bisogna avere la certezza che questa scelta non provochi danni e il compito della politica è anche difendere la parte più debole della popolazione. Rossi è il presidente di tutta la Toscana e non può esserlo di una sola area». Per l'esponente pratese «è necessario riattivare un rapporto, una garanzia su cui dobbiamo starci tutti» e «se dagli approfondimenti che verranno, in base ai dati che presenterà l'aeroporto e a uno studio importante che i Comuni della Piana hanno affidato al Cnr, emergeranno questioni di praticabilità o di impraticabilità del progetto, dobbiamo ugualmente starci tutti».

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di Redazione web