Sicurezza
TRASFORMIAMOLO IN UNA CLINICA PER L’AREA VASTA
Ormai tra pochi giorni, probabilmente non supereranno i cento, l'Ospedale di Prato sarà trasferito nella nuova struttura di Galciana. Il nuovo ospedale ad intensità di cura sarà probabilmente...
Ormai tra pochi giorni, probabilmente non supereranno i cento, l'Ospedale di Prato sarà trasferito nella nuova struttura di Galciana. Il nuovo ospedale ad intensità di cura sarà probabilmente organizzato in modo efficiente, anche se il numero di posti letto sarà sotto il parametro già fortemente criticato del 3.6 x mille abitanti previsto dall'ultimo decreto Balduzzi. La carenza nella Provincia di Prato di strutture alternative, anche private, per cure intensive e intermedie post intensive costituisce una forte preoccupazione per chi si occupa di problemi sanitari e in modo tecnico professionale e politico, considerando le emergenze non risolvibili che il prossimo scenario sanitario potrebbe far ricadere sull'area. A Prato infatti più che nelle altre città dell'area vasta si avverte il problema legato alla cura delle patologie croniche, l'assistenza delle quali rimarrà affidata alla Medicina di Continuità. Al contempo l'alto numero di anziani e la presenza di un numero di extracomunitari non censiti, fa ritenere necessario nel territorio la presenza di strutture socio assistenziali pubbliche o private integrative. È’ di questi giorni,il dibattito politico su come utilizzare, soprattutto per ricavare una rendita necessaria per colmare il debito aperto con la costruzione del nuovo ospedale, la vecchia struttura ospedaliera. Ci sono problemi urbanistici, di impatto ambientale, di inquinamento, di riqualificazione che stimolano varie soluzioni. Se al momento sembra declinata l'ipotesi di un Centro Oncologico Regionale ad alta specializzazione per le difficoltà poste dalla Regione, non è auspicabile un abbattimento, con impatto ambientale disastroso, per sostituirlo ex nuovo con un centro residenziale e commerciale. Si apre uno scenario preoccupante che non avendo al momento soluzioni nemmeno previste, rischia di trasformare una area cittadina importante in un ghetto abbandonato.
Probabilmente sarà necessario recintare e chiudere gli accessi in modo da garantire sorveglianza e sicurezza È questo per quanto tempo? Credo che la città non meriti questo. La struttura potrebbe altresì essere riutilizzata in modo intelligente ancora per fini sanitari e assistenziali, concedendo magari a privati in modo consortile di organizzare una clinica privata di alto livello utilizzabile in tutta l'area vasta, ricoveri per anziani, magari liberando fatiscenti strutture nate sul riutilizzo di strutture a destinazione commerciale o industriale, ricavando in quei luoghi edilizia privata.
*Responsabile sanità Udc
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