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Mondo politico in fermento

Mondo politico in fermento

Tutti contro Vicenza e la questione finisce sui tavoli di Comune e governo

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PRATO. C’è chi parla apertamente di «Sacco di Prato» come l’eurodeputato Claudio Morganti. Chi ha deciso di presentare un questione time al sindaco come i consiglieri del Pd, Massimo Carlesi ed Ilaria Santi. Chi ha già preso un appuntamento col sottosegretario del Ministero per i Beni e le attività culturali, come Lucia Livatino di Scelta civica. Il fermento e le reazioni da parte del mondo politico non si sono fatte attendere e tutti sono intenzionati a fare un muro comune contro la scelta dei vertici della Banca popolare di Vicenza di trasferire nel proprio Museo Thiene le opere presenti nella Galleria di Palazzo degli Alberti. L’onorevole Matteo Biffoni e la senatrice Rosa Maria Di Giorgi del Pd, usano termini pesanti: «Spogliare un territorio dei suoi capolavori artistici è un atto degno dei conquistadores di Cortez o dei nazisti nella seconda guerra mondiale - scrivono - L’acquisizione di una banca da parte di un altro istituto di credito non può autorizzare atti che privino il territorio e i cittadini di quadri di eccezionale pregio, come fossero bottino di guerra». Per questo, i due parlamentari hanno deciso di sostenere l’interrogazione presentata sulla vicenda dal senatore Mazzoni (Pdl). Secondo Mazzoni, infatti, «la legge comprende tra i beni culturali oggetto di vincolo le raccolte di musei, pinacoteche, gallerie e altri luoghi espositivi dello Stato, delle regioni, degli altri enti pubblici territoriali, nonché di ogni altro ente ed istituto pubblico e la Cassa di Risparmio di Prato costituì la sua Galleria quando era ente pubblico». Per questo, Mazzoni chiede al ministro «quale valutazione dà di una vicenda che potrebbe configurare, con il trasferimento dei capolavori della Galleria degli Alberti a Vicenza, un ratto di un patrimonio artistico raccolto in un'unica esposizione con il denaro e la volontà dei pratesi, e che dunque continua ad appartenere alla comunità pratese, e se non intenda intervenire, coinvolgendo la Soprintendenza, per tutelare i diritti di Prato». E di arrivare fin nelle stanze del Governo lo annuncia la coordinatrice politica per la Toscana di Scelta civica, Lucia Livatino: «Porterò la questione all'attenzione della sottosegretario ai Beni e le attività culturali, Ilaria Borletti Buitoni -con la quale ho già preso appuntamento». I consiglieri comunali Carlesi e Santi hanno deciso invece di chiedere al sindaco se «l’amministrazione comunale fosse a conoscenza» del fatto che «la Fondazione non abbia rinnovato a suo tempo il vincolo pertinenziale che avrebbe impedito di allontanare le opere dalla sede, pur trattandosi di proprietà privata». Per Francesco Querci e Giovanni Bambagioni (Udc), la Popolare ha fatto i conti senza l’oste e la decisione assunta sarebbe in contrasto con la legge.

Pasquale Petrella

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