Il Tirreno

Prato

La Bpv si porta via altre 10 opere da Prato

di Ilenia Reali
La Bpv si porta via altre 10 opere da Prato

Dopo i quadri di Lippi, Caravaggio e Bellini scrive alla Soprintendenza e comunica che trasferirà a Vicenza tutti i quadri del Seicento fiorentino

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Tra Prato e la Banca Popolare di Vicenza è muro contro muro. E i mormorii sul comportamento “arrogante” e da “conquistatori” dei vicentini che si sentivano nei corridoi dei palazzi pratesi sono diventati grida e levate di scudi. La goccia sono state le opere d’arte non ricollocate al loro posto, nella galleria di Palazzo degli Alberti a Prato.

Non solo l’istituto di credito di Zonin non ha riportato in città i tre capolavori di Filippo Lippi, di Giovanni Bellini e del Caravaggio inviati al museo Thiene della sede vicentina della banca ma, quando i pratesi hanno fatto sentire la loro voce, sulla scrivania della Soprintendenza alle belle arti di Firenze è arrivata una lettera con la comunicazione che una decina di quadri della raccolta di opere di Palazzo degli Alberti sarebbe stata trasferita. Prato-Vicenza solo andata.

Sul numero esatto delle opere che il presidente Gianni Zonin ha deciso di trasferire nella sede centrale c’è ancora incertezza anche se si tratta di tutta la parte di collezione che riguarda il Seicento Fiorentino con opere di Matteo Rosselli, Jacopo Vignali, Francesco Furini, Giovanni Bilivert , Carlo Dolce, Giusto Suttermans, Santi Di Tito.

Una lettera che ha lasciato a bocca spalancata gli stessi funzionari della Soprintendenza che al tempo del passaggio di proprietà della Cassa di Risparmio di Prato si erano già occupati di verificare se era possibile legare la collezione al luogo dove si trovava, il Palazzo degli Alberti di Prato.

«La lettera con cui Popolare di Vicenza ci comunica che trasferirà da Prato a Vicenza un’altra ampia lista di quadri è arrivata proprio stamani (ieri mattina ndr)», fa sapere Cristina Gnoni, storica dell’arte della Soprintendenza e curatrice della mostra in programma a Prato “Da Donatello a Lippi”.

«Siamo i primi a essere sconvolti - aggiunge - e per noi è un momento doloroso perché assistiamo impotenti allo smembramento, di fatto, di un museo. A mio parere si tratta di una collezione strettamente legata al territorio. In particolar modo i quadri del Seicento fiorentino sono stati realizzati qui e conservati nei secoli nelle chiese tra Prato e Firenze. Passi per il crocifisso del Bellini che può essere considerato legato anche al Veneto ma il resto non ha niente a che vedere con quella terra. Aggiungo inoltre che la collezione anche se recente era stata costruita per Prato, per la città. Si trattava di una raccolta costruita negli anni come tesoro della comunità anche se apparteneva alla banca».

E allora perché è impossibile reagire e chiedere che non venga trasferita?

«Ci eravamo interessati alla collezione - risponde la storica dell’arte - con il passaggio di proprietà della banca perché ci rendemmo conto che sulle quaranta opere presenti solo tre avevano dei vincoli. Chiedemmo se era possibile legarla a Palazzo degli Alberti ma sono opere acquistate negli anni Trenta e la maggior parte tra il Settanta e l’Ottanta e quindi non si può ritenere che siano conservate in un luogo di origine o di valore storico. Riuscimmo solo ad ottenere il vincolo affinché le opere non fossero portate all’estero».

Quindi uno più uno, la Banca Popolare di Vicenza ha il coltello dalla parte del manico: ne è proprietaria e può portare le opere dove preferisce, basta non all’estero. «Noi - confermano dalla Soprintendenza - dobbiamo solo essere informati, come è accaduto, e possiamo dare delle indicazioni per un trasferimento in sicurezza». Il timore è , che quello che è stato chiamato come “il nuovo Sacco di Prato, non si fermi qui. Tutte le opere del Bartolini, ad esempio, sono già a Vicenza per una mostra la cui chiusura è prevista per il 31 gennaio del 2014 e si teme che possa accadere come è successo per gli altri capolavori, che non ritornino più a Prato come invece avverrà per la Madonna col Bambino di Lippi il cui prestito - da sottolineare prestito - è stato concesso per la mostra organizzata a Palazzo Pretorio.

@ileniareali

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa