Il Tirreno

Prato

Baciacavallo, guerra senza esclusione di colpi tra Asl di Prato e comitati

di Carlandrea Poli
Baciacavallo, guerra senza esclusione di colpi tra Asl di Prato e comitati

L’Azienda sanitaria si rivolge alla procura per ottenere i polli su cui sono stati fatti gli esami effettuati da un laboratorio indipendente

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. L'Asl passa alle vie legali e si prepara a studi approfonditi sulla popolazione della circoscrizione Sud sulle diossine. I risultati entro dicembre. Dopo quattro mesi di braccio di ferro con il comitato Vas (Vita, ambiente, salute) sull'ottenimento dei dati precisi sui polli presi a campione per verificare la concentrazione delle temibili sostanze cancerogene negli animali allevati a poche centinaia di metri dal depuratore di Baciacavallo, il dipartimento per la prevenzione dell'azienda sanitaria ha inviato alla procura un'informativa.

Lo scopo è riuscire a ottenere attraverso la magistratura la copia integrale delle analisi commissionate da Vas ed eseguite dal laboratorio universitario di Mestre con la collaborazione della dottoressa Patrizia Gentilini. «Finora non ci è stata data. Quindi, non possiamo conoscere in quali condizioni siano stati alimentati» ha reso noto questa mattina il responsabile del dipartimento, Aldo Fedi. Sulla stessa lunghezza d'onda Luciano Giovannelli dell'agenzia regionale Arpat, che ha ribadito l'esito dei rilievi sull'inquinamento monitorato al camino: «Siamo all'incirca su 0,0001 microgrammi. Valori non significativi». La riunione – convocata su input del consigliere dell'Idv, Aurelio Donzella – ha visto un acceso contraddittorio fra Arpat e Asl in difesa dei dati ufficiali sulla non pericolosità delle emissioni dell'impianto gestito da Gida e i comitati dei cittadini della Piana pronti a dare battaglia. Il referto è arrivato nelle mani di Asl, ma censurato nella parte in cui contiene gli indirizzi delle aziende agricole, dalle quali sono stati presi i campioni.

La tesi di Fedi è che cattivi mangimi possano essere la causa principale della concentrazione di diossine in polli comunque non destinati al commercio: «Non ci sono a Prato allevamenti che entrano nella grande distribuzione o nel circuito alimentare della città». Tesi diametralmente opposte a quelle sostenute da Daniele Baldi, presidente di Vas: «La ricerca è stata fatta su polli ruspanti, che beccano a terra. Per Arpat è tutto regolare al camino, ma dopo 30 anni se si buttano e si accumulano microgrammi vengono fuori polli alla diossina. L'amministrazione se ne sbatte».

Ancor più sferzante la coordinatrice dei comitati della piana, Adriana Pagliai: «Non è una novità che da un inceneritore ci sia una maggiore incidenza di tumori per chi abita nei dintorni. Si continuano a rinviare le analisi, mentre la gente continua a morire». Affermazioni “gravi” secondo il vice-sindaco Borchi. I rappresentanti dei comitati hanno lasciato palazzo del Comune, prima che l'Asl potesse chiarire la tipologia di studi che intende eseguire nei prossimi mesi: un'analisi epimediologica sui dipendenti della partecipata; uno screening medico generale sulla popolazione della Sud entro questo inverno e – qualora venisse riscontrata un'incidenza eccessiva di patologie – uno studio approfondito strada per strada.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa