Il dolore
«Restino le funzioni sanitarie»
Mercoledì le proposte saranno discusse in un incontro pubblico
PRATO. Ventisei idee arrivate, 248 voti 107 utenti. Sono i numeri dell’archivio delle idee on line (Ideascale: http://misericordiaedolce.ideascale.com )attivato da Tirreno e Provincia per allargare il più possibile la partecipazione sulla futura trasformazione dell’area del Misericordia e Dolce.
Le idee saranno discusse mercoledì sera alle 21 al Giardino Buonamici durante un incontro pubblico a cui tutti sono invitati a partecipare.
Delle ultime tre proposte arrivare sul database, due chiedono che il Misericordia e Dolce non venga abbattuto ma che anzi resti a destinazione sanitaria. È Gisberto Gallucci del Partito Umanista ad affermare che nel presidio di Galciana «mancheranno almeno 200 posti letto quindi come Partito Umanista, chiediamo che il Misericordia e Dolce non sia chiuso». In dicembre gli Umanisti hanno fatto un sit-in davanti al Misericordia e Dolce appunto per affermare questa necessità.
Della stessa opinione Stefano Becocci che avanza una proposta articolata: mantenere all’interno del Misericordia e Dolce posti letti, in particolare, per malati cronici e lungodegenti, con un poliambulatorio; un distaccamento della Facoltà di medicina e centro di ricerca per alzheimer, parckinson, e patologie neurodegenerative «in fortissima crescita e quasi totalmente a carico delle famiglie». «Il tutto coadiuvato - aggiunge - dalla presenza di una sede aggregata per le associazioni di volontariato e con la realizzazione di alloggi, camere con bagno, per anziani o coppie di anziani, i cosiddetti condomini assistiti».
Invece per Franco Aspite l’importante è che l’area resti a disposizione dell’uso pubblico. «Fondamentale - scrive Aspite - è stabilire un impegno da parte del Comune di rinunciare a mettere a rendita l'area storica e pensare al debito verso la Regione cercando di utilizzare le aree immediatamente fuori dalle mura in zona sud : per esempio il lungo Piazzale Ebensee. E questo sembra assolutamente praticabile».
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