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Pista parallela, la maggioranza in Regione appesa a un filo

Pista parallela, la maggioranza in Regione appesa a un filo

La riunione di maggioranza in vista della votazione decisiva non è stata risolutiva: a Rossi manca ancora un voto. E il capogruppo Pd Carlesi lo sfida: piuttosto meglio tutti a casa

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SI alzano i toni anche all’interno del Partito democratico in vista dell’adozione in Consiglio regionale della variante Pit (Progetti integrati territoriali) che prevede la nuova pista dell’aeroporto di Peretola. Il Pd è spaccato e al presidente Enrico Rossi, che ha minacciato nuovamente di dimettersi in caso di mancata approvazione, mancano ancora i voti necessari.

Se il parlamentino di Palazzo Panciatichi voterà contro l'integrazione al Pit, Rossi ne prenderà atto e scatterà il tutti a casa. Il problema è che, a poche ore dalla discussione in aula, nessuno sa davvero dove tiri il vento. I maldipancia dei sei dissidenti (3 Pd, 1 tabacciano, 1 Sel e 1 Rifondazione) sono tutti confermati. Tranne uno. Quel Pier Paolo Tognocchi, consigliere regionale pisano del Partito democratico, che sembra essere tornato a più miti consigli.

E' inevitabile, però, armarsi di pallottoliere e mettere mano a una buona dose di fantasia per capire se la maggioranza di centrosinistra, che sostiene la Giunta presieduta da Enrico Rossi, reggerà oppure no.

  • IPOTESI A.  Tognocchi vota a favore dell'integrazione al Pit. I cinque dissidenti rimangono sull'Aventino e votano contro. Dal momento che non può contare sul voto del presidente del Consiglio regionale, Alberto Monaci, la maggioranza arriva a quota 26. Il provvedimento non passa e crolla tutto il castello.
  • IPOTESI B. Tognocchi vota a favore. Uno dei cinque dissidenti rimasti cambia idea, dà il suo assenso, mentre gli altri escono dall'aula facendo abbassare il quorum. Così il centrosinistra tiene per un soffio e il provvedimento è approvato con 27 voti favorevoli o più.
  • IPOTESI C. E' quella più fantasiosa, ma potrebbe accadere. L'opposizione di centrodestra decide di soccorrere Rossi e portare acqua al provvedimento del centrosinistra. A quel punto l'integrazione al Pit è approvata, ma non c'è più la maggioranza in Consiglio regionale. Il presidente ne dovrebbe trarre le dovute conseguenze. Ma il Popolo della Libertà non sembra intenzionato a fargli da stampella. Presenterà una serie di emendamenti e una risoluzione collegata al Pit che ''presenta molteplici elementi di criticità'' perché ''gli atti portati all'attenzione del Consiglio risultano carenti di fondamentali elementi conoscitivi in merito al progetto sull'aeroporto di Firenze''.

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Nel frattempo, il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Massimo Carlesi, rinnova la sua contrarietà ed arriva ad affermare che preferisce le dimissioni alla pista.

«Quando un politico esperto come Rossi - scrive Carlesi - arriva a queste conclusioni significa che ha fallito nel suo ruolo, significa aver predisposto una delibera che va contro legittimi interessi di larga parte della popolazione che amministra. La nuova pista parallela è dannosa per l'ambiente e per la popolazione di Prato e della Piana Fiorentina, è costosa ed illogica (abbiamo un Aeroporto intercontinentale a Pisa)».

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«La nuova Pista Parallela nel programma elettorale non c'era. Mi preoccupa l'assordante silenzio del Partito democratico a livello regionale e in particolare quello dei nostri rappresentanti pratesi a partire da quello della componente della segreteria regionale Benedetta Squittieri. Devo forse ritenere questo silenzio un sì alla pista parallela? Rossi ribadisce o così o tutti a casa e io mi permetto di ribadire meglio tutti a casa. Perché un nuovo presidente lo troviamo, mentre la nuova pista una volta fatta rimane per sempre».

Anche il Wwf ribadisce la sua contrarietà alla pista parallela. «Siamo alle porte di una decisione di grandissima rilevanza. Domani in consiglio regionale andrà infatti in discussione l’integrazione al Pit che comprende l’ipotesi di una nuova pista per l’aeroporto di Firenze. Il Wwf, che da anni ha più volte sottolineato la negatività ambientale e sociale di una simile scelta, in questi giorni ha inviato un ulteriore e ultimo appello a tutti i consiglieri regionali in cui si evidenziano tutte le criticità e gli effetti negativi del progetto e in cui si chiede un voto che sappia dire no a un progetto che è in antitesi con l’idea del Parco della Piana, è inviso alla popolazione che in questa zona vive, è inutile da un punto di vista trasportistico, è gravissimo da un punto di vista ambientale».    

«Una nuova pista per l’aeroporto di Firenze - il Wwf elenca le ragioni della contrarietà - vorrebbe dire:  - creare un danno irreversibile all’ambiente della Piana fra Firenze e Prato, senza comunque essere in grado di dare un aeroporto efficace a Firenze, Prato e gli altri Comuni dell’area - dare un colpo mortale al grande progetto del Parco della Piana, determinando un insostenibile consumo di territorio e anche un forte inquinamento acustico e chimico - tradire le popolazioni e le comunità che nella Piana vivono e che hanno la giusta aspettativa di poter vivere in un contesto ambientale più adeguato e salubre  - determinare la necessità di assurde e costosissime mega-opere "accessorie", come lo spostamento del Fosso Reale».

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