Il Tirreno

Prato

La Banca popolare di Vicenza porta via da Prato altre dieci opere

di Ilenia Reali
La Banca popolare di Vicenza porta via da Prato altre dieci opere

La lettera con la comunicazione è arrivata sulla scrivania della Soprintendenza. Si tratta di opere del Seicento Fiorentino. E anche Il gruppo di opere del Bartolini si trova già nella città del nord per una mostra. Alla richiesta di chiarimenti BpV risponde con un "No comment"

LA PETIZIONE: FIRMA PER LA RESTITUZIONE DEI QUADRI

2 MINUTI DI LETTURA





qua

PRATO. La Banca Popolare di Vicenza ha inviato una lettera alla Soprintendenza ai beni artistici e culturali. E non si tratta di una buona notizia per Prato. Non solo le tre opere («Il crocifisso con cimitero ebraico» di Giovanni Bellini, la «Madonna col bambino» di Filippo Lippi e la «Coronazione di spine del Caravaggio») non rientreranno a Prato ma altre dieci opere della raccolta di opere oggi in Palazzo degli Alberti saranno trasferite a Vicenza. Si tratta di opere del Seicento Fiorentino, opere (tra gli altri) di Bernardino Mei, di Santi di Tito e di Justus Sustermans.

Le opere che la BpV non riporta a Prato - LE FOTO

Nella lettera la Banca Popolare comunica il trasferimento e la Soprintendenza non potrà fare altro che prenderne atto ed eventualmente dare delle prescrizioni affinché nel trasferimento non si danneggino le opere. Altre opere della collezione di Palazzo degli Alberti - il nucleo di opere del Lorenzo Bartolini - inoltre sono già a Vicenza in prestito per una mostra ma, visto come stanno le cose, c’è da chiedersi se anche queste faranno ritorno.

GLI INDUSTRIALI: BOICOTTIAMO LA BPV - I PARLAMENTARI: COME I CONQUISTADORES

«È un momento doloroso - commenta Cristina Gnoni, storica dell’arte della Soprintendenza e curatrice della mostra in fase di allestimento a Prato dal titolo “Da Donatello a Lippi - perché stiamo assistendo senza poter far niente allo smembramento di un museo. Pur riconoscendone il valore per il territorio non potevamo vincolare le opere».

VIDEO - IL SINDACO CENNI: ATTENTI AGLI STRAPPI

La Soprintendenza si occupò delle opere della ex Cassa di Risparmio durante la cessione delle quote. Cercò di capire se sulla collezione potesse essere messo un vincolo pertinenziale a Palazzo degli Alberti ma non fu possibile perché le opere sono state raccolte lì e non è una sede storica. L’unica cosa fu vietato il trasloco delle opere più importanti (quasi tutte) fuori dal territorio italiano. «È evidente che la raccolta di opere - aggiunge Gnoni - sia legata a Prato e a Firenze. Senza contare il valore affettivo perché, negli anni Ottanta, molte opere furono comprate proprio per Prato. Ci sono opere del Bellini che possono avere collegamenti con Vicenza ma per il resto Prato o Firenze sono i luoghi dove dovrebbero essere consegnate perché in questi territori sono state realizzate e conservate per secoli».

L'ufficio stampa della Banca vicentina contattato per avere risposte a quanto sta accadendo ha fatto sapere che non c'è la volontà di fare alcun commento.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web