Il Tirreno

Prato

L’ex Misericordia ceduta in cambio del vecchio ospedale

di Cristina Orsini
L’ex Misericordia ceduta in cambio del vecchio ospedale

È l’immobile che la Provincia scambierebbe con la Regione Ma l’esito dell’incontro tra Gestri e Cenni è un nulla di fatto

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PRATO. È l’immobile ex Misericordia in via del Seminario quello che la Provincia ha messo sul piatto della trattativa regionale per acquisire in permuta almeno una parte dei volumi edificabili dell’area del Misericordia e Dolce, evitando così il rischio di una speculazione su un pezzo di territorio strategico .

Un edificio vasto, di pregio, in centro storico che potrebbe offrire - secondo le verifiche compiute dai tecnici - circa 8mila metri quadrati di supercifi da destinare per le residenze. Non i 18mila sui quali ha fatto i conti la Regione ma pur tuttavia un buon inizio. Come fare? Attraverso i meccanismi della perequazione, con i quali è possibile trasferire diritti edificatori da una zona a un’altra della città.

Ed è sempre sull’immobile ormai vuoto da anni dell’ex Misericordia che si è trasferita in in via Galcianese, che si è aperto il confronto tra il presidente della Provincia Lamberto Gestri e il sindaco Roberto Cenni. Un primo incontro c’è già stato. Interlocutorio. Un secondo verrà fissato a breve, ma prima del summit conclusivo in Regione già messo in calendario per questa settimana.

Le posizioni sembrano restare distanti. Il sindaco Cenni non ha fatto mistero delle serie perplessità che nutre sulla proposta della Provincia. «Difficile - ha detto - trovare una soluzione migliore di quella concordata con la Regione», che tra l’altro è a costo zero e prevede la cessione di 9mila metri quadrati di terreno al Comune. Di opinione opposta il presidente Gestri convinto «che la soluzione della questione costituisca un’opportunità irripetibile per Prato anche nel contesto di una riqualificazione e rilancio del centro storico».

Articolata la proposta della Provincia che chiede al Comune di dimostrare altrettanta disponibilità, mettendo sul piatto terreni o edifici di sua proprietà «per la totale copertura del fabisogno individuato dalla Regione dell’area del vecchio ospedale». E, parallelamente, chiede alla Regione un impegno a sostenere l’operazione «facendola propria e proponendola nel proprio parco progetti per il reperimento dei fondi europei necessari per la realizzazione dell’intervento». Non solo: la demolizione dei corpi dell’ospedale in via di dismissione dovrà essere la più veloce possibile «così da evitare situazione di pesante degrado socio-urbano».

L’idea della Provincia - se andrà in porto - è quella di restituire attraverso permuta e perequazione l’area del Misericordie e Dolce nelle mani del pubblico (la proprietà diventerebbe di Comune e Provincia in quota parte) per poi individuare - attraverso un percorso di partecipazione ampio della città - quegli interventi necessari a trasformare l’area, una volta bonificata, in qualcosa di utile al centro storico e a quella parte di città a sud che arriva fino alla tangenziale. La Provincia propone inoltre la costituzione di un gruppo di progettazione mulitidisciplinare che avrà il compito di individuare un progetto «innovativo e compatibile con il contesto urbano e sociale».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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