Il Tirreno

Prato

Cinquecento anni fa, il Sacco di Prato

di Azelio Biagioni
Cinquecento anni fa, il Sacco di Prato

Presentato il docu-film che rievoca i tragici avvenimenti del 29 agosto 1512, quando la città venne messa a ferro e fuoco

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PRATO. Un avvenimento storico. Sicuramente il più tragico che ha interessato la città: il “Sacco di Prato” adesso è diventato un docu-film che verrà proiettato in anteprima giovedì 24 luglio alle ore 21,30 al Castello dell’Imperatore. La presentazione alla stampa c’è stata al Polo universitario (che ha dato il suo contributo con il corso di laurea in Progeas) alla presenza di Mirco Rocchi regista e sceneggiatore, Stefania Stefanin sceneggiatrice e interprete principale della pellicola. Fra i presenti l'attore Francesco Ciampi.

Il film è stato girato fra Londra (scene iniziali), Montefiore in provincia di Rimini (dove, all’interno di un castello, sono ambientate le scene più drammatiche) e Prato. Intitolato “La ballata del sacco di Prato”, il film intreccia documentario e fiction e ricostruisce gli eventi drammatici che colpirono Prato il 29 agosto 1512 quando i soldati spagnoli saccheggiarono la città. Una data che parla di stragi, torture e rapimenti.

Nel lungometraggio si parte dalla storia di Stefania, regista teatrale, che vuole allestire uno spettacolo sul ”Sacco di Prato” e che a Londra trova un poema inedito sull’argomento. Qui incontra uno scrittore/sceneggiatore britannico che ha già realizzato la sceneggiatura tv sui fatti. Ai cronisti presenti sono stati mostrati alcuni spezzoni del film dove si può ammirare una bravissima Stefanin, la scena della famiglia Bocchineri rapita dagli spagnoli con la magistrale interpretazione di Francesco Gori che veste i panni di Andrea. E poi il cameo di Sandro Lombardi nel ruolo di Girolamo Savonarola. Il film è una produzione “Alifer” in collaborazione con “Dirty Poet Film Lcc”, Laguna Beach Ca e Tedavi’98.

Per realizzarlo è stata usata la tecnica del “crowdfunding”, ovvero del finanziamento dal basso. Attraverso internet è stato possibile dare un contributo che ha raggiunto i ventimila euro, ai quale si è aggiunto l’importo erogato da alcuni enti ed istituzioni. «Le riprese sono partite nell’estate 2012 e sono da poco terminate – spiega il regista -. Mentre la pre-produzione è iniziata nel 2011. A differenza dei film di grandi case di produzione ho potuto dare e avere tempi più lunghi». Mirco Rocchi (che ha scritto anche il libro sull’argomento) firma una regia perfetta dove dentro si vive quella tragedia che si scaraventò su Prato. Tanti gli attori che recitano nella pellicola oltre a gente comune. Fra i giovani spicca Giacomo Carolei che interpreta un ragazzo che non conosce la storia del “Sacco di Prato” e che poi assisterà allo spettacolo teatrale messo in piedi da Stefania su questa immane disgrazia. Stefania Stefanin tiene a sottolineare come il film sia di tutte le persone che hanno contribuito alla sua realizzazione, da chi ha dato un finanziamento, a quanti hanno prestato costumi storici e che hanno seguito passo passo le varie fasi. «Una vera e propria condivisione – dice l’attrice e sceneggiatrice –. E’ il film di Prato. E dei pratesi».

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