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Prato

Sottopasso di via Ciulli, Mosca vuole un’assemblea con sindaco e procuratore di Prato

Sottopasso di via Ciulli, Mosca vuole un’assemblea con sindaco e procuratore di Prato

Il Comune chiede il dissequestro. Ma per la Procura i sigilli restano finché la strada non sarà in sicurezza. Il presidente della circoscrizione Nord: «Basta con gli scaricabarile»

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Sul sottopasso di via Ciulli è l’ora di finirla con lo scaricabarile e far partire i lavori per riaprirlo. È il senso di una nota del presidente della Circoscrizione Ovest, Giovanni Mosca, dopo che il Comune di Prato ha scritto alla Procura per chiedere il dissequestro del sottopasso, teatro della tragedia di tre donne che vi annegarono durante l’alluvione del 5 ottobre 2010. La Procura ha risposto che il dissequestro è vincolato ai necessari lavori per la messa in sicurezza. Ora Mosca vuole metterli tutti a un tavolo perché finalmente trovino un accordo.

«La chiusura del sottopasso di via Ciulli dopo tre anni dalla tragedia, è una vera vergogna. Dopo le oltre 4.000 firme raccolte per chiedere l’apertura del sottopasso, il sindaco Roberto Cenni rispondeva che “prescindendo dagli esiti processuali, il Comune di Prato se intervenisse sarebbe una esplicita assunzione di responsabilità e tutto ciò che avrebbe fatto per la messa in sicurezza, sarebbe una ammissione di tardività nell’intervento”».

«A questa richiesta - prosegue la nota di Mosca - la Procura risponde che da più di un anno è stato dato il via libera per fare i lavori di messa in sicurezza, e adesso saremmo pronti per il dissequestro di fronte a lavori minimi come l’installazione di un semaforo che diventi rosso in caso di allagamento. È impensabile, ha scritto la Procura, poter eliminare un vincolo di sequestro se non c’è una situazione di sicurezza».

«Di fonte a questa situazione - scrive Mosca - di eterno scaricabarile delle responsabilità, mentre i cittadini di un’intera zona soccombe sotto il peso di queste indecisioni, chiedo di indire un’assemblea pubblica da tenersi a Narnali, chiedendo la partecipazione del procuratore della Repubblica di Prato e del sindaco Cenni, nonché del prefetto di Prato, per spiegare alla cittadinanza il perché deve ancora soffrire per questa assurda e inaccettabile chiusura di un sottopasso».

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