La manifestazione
Quella parola misteriosa: «cenciaioli»
Quando arrivò a Prato don Jean Jacques rimase incuriosito da una parola che sentiva citare spesso: cenciaioli. Era un termine che inizialmente nemmeno sapeva cosa volesse dire. Quando gli venne...
Quando arrivò a Prato don Jean Jacques rimase incuriosito da una parola che sentiva citare spesso: cenciaioli. Era un termine che inizialmente nemmeno sapeva cosa volesse dire. Quando gli venne spiegato il significato rimase meravigliato ed al tempo stesso affascinato da questa attività che ha dato lavoro a centinaia e centinaia di pratesi. Quando ebbe modo di andare nella sua terra di origine per celebrare lì la prima messa parlò di questa cosa fra l'incredulità di tutti. Per le persone del posto era strano che gli abiti vecchi non venissero buttati ma che venissero riutilizzati. «Era un modo di reinventare, rigenerare tessuti vecchi per farne di nuovi. Le caratteristiche del pratese sono la creatività, la fantasia ed il rinnovamento. Quello di cui, a mio avviso, c'è bisogno ora perché la città possa tornare a produrre e far tornare a galla la vivacità».
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