Il Tirreno

Prato

Per il capogruppo della Lega Nord Massimo Bitonci il Pd “è un partito mafioso”

Carlandrea Poli
Per il capogruppo della Lega Nord Massimo Bitonci il Pd “è un partito mafioso”

Alla festa regionale a Prato affondi pesanti nei confronti dei Democratici e del ministro Kyenge “consideriamola bianca

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PRATO. Quando pensa al Pd gli viene in mente un'organizzazione “mafiosa”. Sul ministro Cecile Kyenge, causa di tanti scivoloni leghisti propone un lodo: “consideriamola bianca”. È stato un autentico Massimo Bitonci show in piazza San Francesco alla festa del Carroccio regionale. Il capogruppo al Senato è stato l'ultimo a prendere la parola in una giornata dedicata al ritorno alla piena attività della Lega in Toscana dopo le fratture interne ad ogni livello e la quasi scomparsa – dal punto di vista elettorale –al di sotto della linea del Po alle Politiche. Gli affondi più pesanti hanno riguardo il Pd e il ministro all'integrazione.

Contro i democrats, Bitonci ha sfoderato un paragone quanto meno ardito, destinato ad attizzare polemiche: “Per arrivare qua a Prato ho visto la festa del Pd di Calenzano e che a poca distanza (a Maliseti, ndr) c'era ospite il ministro Flavio Zanonato. Sono ovunque e governano dappertutto qua in Toscana. Il Pd è un partito mafioso”. Non più edulcorato il linguaggio verso la titolare della delega all'integrazione del governo Letta: “L'hanno messa lì per tendere un tranello. Dobbiamo smettere di vederla di colore. Cominciamo a vederla bianca, così potremmo dimostrargli che quello che dice sono cazzate”.

Gli insulti di Calderoli a Kyenge

Una tirata d'orecchi con un mittente pratese ben preciso: il capogruppo in Comune, Emilio Paradiso resosi protagonista lo scorso 6 maggio di una battuta di cattivo gusto sul colore della pelle del ministro, “nero di seppia”. Le “cazzate” di Kyenge secondo Bitonci verterebbero sull'introduzione dello ius soli e sull'abrogazione del reato di immigrazione clandestina: “Viene punita in tutto il mondo. Anche in Vaticano esiste quel tipo di reato. Abbandonare lo ius sanguinis e stabilire che chi nasce in Italia sia italiano avrebbe come conseguenza di far arrivare migliaia di famiglie di immigrati col solo scopo di partorire nel nostro paese”.

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