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Il consigliere Soldi: «O Bettazzi si dimette o lascio la maggioranza»

Il consigliere Soldi: «O Bettazzi si dimette o lascio la maggioranza»

È l’ultimo risvolto politico della bufera giudiziaria che si è abbattuta sul presidente del consiglio comunale indagato per corruzione. «Inopportuna l’intermediazione finanziaria per un’azienda partecipata»

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Minaccia di uscire dalla maggioranza il consigliere leghista del Comune di Prato, Leonardo Soldi, se il presidente del consiglio comunale, indagato per corruzione, non darà le dimissioni. «Lucro e interesse pubblico - scrive Soldi - non possono coesistere», perché secondo il consigliere, anche lasciando da parte il piano giudiziario, l’attività di intermediazione finanziaria svolta dal presidente Maurizio Bettazzi per far ottenere ad Asm un prestito della Bcc è stata inopportuna. Ecco la lettera di Soldi.

«Tutto si sarebbe potuto dire della maggioranza che guida il Comune di Prato meno che non avesse dato un segnale di evidente discontinuità nel modo di gestire le aziende partecipate. La vicenda che vede coinvolto il presidente del consiglio comunale Maurizio Bettazzi purtroppo mina radicalmente l'autorevolezza che l'attuale amministrazione si è faticosamente costruita nei quattro anni passati a tal riguardo. Non mi riferisco minimamente all'aspetto giudiziario, che non mi interessa e che fino a sentenza definitiva non mi autorizza a mettere assolutamente in dubbio l'onestà e la correttezza di Bettazzi, lungi da me vestire i panni del moderno Savonarola, mi ritengo altresì un garantista a tutti gli effetti».

«Mi focalizzo esclusivamente sull'opportunità da parte di colui che istituzionalmente, dovrebbe farsi garante nei confronti dell'organo a cui spetta conferire l'indirizzo e attuare la vigilanza delle aziende partecipate pubbliche ovvero il consiglio comunale, di porsi come intermediario commerciale traendone un vantaggio economico; lucro e interesse pubblico non possono in questo caso coesistere e denotano un palese conflitto di interessi anche al netto della legittimità procedurale».

«In questi anni mi sono contraddistinto per la lotta agli abusi che le maggioranze di centro sinistra in passato hanno perpetrato per realizzare finalità che non avevano niente a che vedere con l'interesse della collettività e ne ho fatto una bandiera».

«Non voglio mutare e non muterò l'atteggiamento di intransigenza che ho sempre manifestato, ho atteso più di una settimana affinché potessi confrontarmi con molti autorevoli protagonisti della maggioranza, assessori, consiglieri e con il presidente del consiglio stesso; sono giunto alla conclusione che far finta di nulla significherebbe di fatto condividere politicamente una logica che invece non condivido affatto e che rappresenta la lesione di quei principi che fanno riferimento ai pesi e ai contrappesi necessari al mantenimento dell'equilibrio fra i poteri e che pertanto considero "non negoziabili"».

«Chiedo al mio sindaco, alla maggioranza in consiglio e ai segretari dei partiti di convincersi della necessità "immediata" di un colpo di reni che sposi la linea della "continuità" in coerenza con l'azione politica fin ora svolta, non farlo significherebbe avvallare le tesi di coloro che fanno ottimi affari montando sul carro dell'antipolitica, questo non potrei accettarlo così come non potrei più fare ancora parte di questa maggioranza».

«Auguro infine a Maurizio Bettazzi di non perdere la serenità d'animo e auspico che la vicenda giudiziaria si concluda per lui nel migliore dei modi trovando nell'innocenza un enfasi mediatica almeno pari a quella basata sulle presunte accuse».

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