Il Tirreno

Prato

Cassa in deroga choc, da mesi senza riscuotere

di Ilenia Reali
Cassa in deroga choc, da mesi senza riscuotere

La Regione ha stilato un nuovo elenco per l’Inps di autorizzazioni al pagamento ma migliaia di lavoratori pratesi sono rimasti fuori per mancanza di risorse

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PRATO. «Mia figlia è una dipendente del Gruppo Fedora. E’ in cassa integrazione da un bel po’ di tempo. Non riscuote la deroga da marzo. E’ difficile andare avanti. E’ possibile sapere quando riscuoterà qualcosa?». La telefonata è arrivata in redazione. Un po’ di verifiche e la risposta arriva inaspettata. «No, non si può sapere quando la figlia della donna riceverà una nuova mensilità». I fondi che il Governo ha erogato alla Regione Toscana, 38 milioni di euro su 550 milioni erogati complessivamente, non sono sufficienti a pagare tutti i lavoratori e le aziende. E la Toscana ha deciso - con l’ultimo stanziamento arrivato a metà luglio - di pagare i dipendenti di quelle aziende che non riscuotono da gennaio. Il Gruppo Fedora era entrato nel primo gruppo di aziende e per questo i suoi dipendenti hanno riscosso a marzo ma non è entrato nel secondo gruppo. Per cui, a onor del vero, ci sono solo briciole.

In migliaia riscuoteranno queste mensilità altrettanti, 19.000 in Toscana, no. A Prato le aziende per cui è stato autorizzato il pagamento sono oltre 450. Meno della metà di quelle per cui c’è una richiesta depositata in Regione e per cui sarebbero necessari altri 100 milioni di euro.

«In base al decreto - spiega Annarosa Stefani, sindacalista della Filctem Cgil - possiamo firmare accordi per la cassa integrazione fino alla fine dell’anno con la consapevolezza però che i pagamenti non si sa quando ci saranno. Noi abbiamo fatto assemblee in tutte le aziende coinvolte spiegando che quest’anno a causa della mancanza di risorse per le casse integrazioni in deroga, la strada sarebbe stata in salita e non si sa quando si riscuoterà. L’unica possibilità per chi ha urgenza di risorse, dove è consentito, è andare in mobilità. Certo, è una scelta difficile perché così facendo (se nel frattempo non si è trovato un lavoro), si perdono mesi preziosi di ammortizzatori sociali».

Se chi è nell’elenco delle cassa integrazioni in deroga autorizzate entro il mese di settembre (se i consulenti avranno provveduto a inviare la documentazione di loro competenza all'Inps) avrà il pagamento ben diversa è invece la situazione di quei lavoratori di aziende fino ad oggi rimaste fuori. Ad oggi infatti non è possibile sapere quando arriveranno altri fondi.

ECCO LE AZIENDE PER CUI C'E' L'AUTORIZZAZIONE AL PAGAMENTO DELLA CASSA IN DEROGA

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