Il Tirreno

Prato

La crisi si prende tutto, chiusa la ditta ora rischiano la casa

Giulia Stefanini
La crisi si prende tutto, chiusa la ditta ora rischiano la casa

L’appello di una famiglia di Prato: abbiamo bisogno di lavorare per non finire sul marciapiede. L’8 agosto rischiano di essere sfrattati

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PRATO. Chiude la ditta dopo 13 anni di attività. Oggi perde anche la casa. E' la storia di Ivana Podrabska, 41 anni, di Praga. Arriva in Italia nel 1991, aveva 20 anni. E un bagaglio carico di sogni e aspettative. Sposa un tessitore di Prato che al tempo gestiva - insieme all'ex moglie - un'impresa artigianale di tessile e abbigliamento che contava sette telai e produceva per conto terzi nella zona di Prato.

Quando la ditta fallisce, è la nuova moglie a tentare la strada dei filati e tessuti: investe 300mila euro e fonda la ditta "Tessile Ivana". E' il 1998, l'impresa artigianale ha all'attivo otto telai e due operai ed esporta per conto terzi nella zona di Bagnolo (Reggio Emilia). Da lì, inizia una nuova fase della vita di Ivana, un capitolo decisamente stimolante e appassionante che la gratifica sia come donna, sia come imprenditrice: «sono stati anni di duro lavoro, che hanno comportato tanti sacrifici e cospicui investimenti di denaro, ma sono stati ripagati da grandi soddisfazioni».

Due anni fa arriva, improvvisa come un macigno, la battuta d'arresto: «Sono stata travolta da una crisi che mi ha lasciato schiacciata dai debiti e mi ha tolto una grossa fetta di lavoro. Con grande rammarico, ho dovuto interrompere l'attività». Con la chiusura della ditta, si sgretolano anche i sogni e le prospettive di Ivana, che oggi non riesce neppure a garantire un futuro al figlio Daniele, 20 anni. Dietro l'angolo, si cela anche l'incubo affitto: da un anno e mezzo non riesce a pagarlo. Per la legge è morosa ed entro l'8 agosto deve lasciare casa e cercare un altro alloggio, pena provvedimenti penali. La donna, da 17 anni, abita con il figlio, il marito e la suocera in un appartamento nella zona di San Paolo. I servizi sociali, d'altronde, parlano chiaro: «Se non ci sono minori in famiglia, non sono previste forme assistenziali o tutelari».

Oggi la donna vive con 500 euro al mese. Daniele ha lasciato gli studi per poter contribuire al ménage domestico. Lui e la madre lavorano temporaneamente nel call center di una ditta che vende depuratori d'acqua e sono pagati 2,50 euro all'ora. A fine mese riescono a racimolare una somma che si aggira sui 400 euro. E tra poco scadrà il contratto, visto che ha la durata di quattro mesi.

«Dopo la chiusura della ditta, la discesa è stata rapida - commenta Ivana - ho fatto lavori occasionali, per un anno e mezzo sono stata venditrice porta a porta per conto di Enel Energia - ho svolto impieghi saltuari, ma non avevo provvigioni che mi dessero la possibilità di cercare un'altra casa in affitto. Oggi non so come garantire un futuro a mio figlio, la voglia di lavorare non mi è mai mancata. Oggi ho 41 anni e quello che chiedo è di poter tornare a vivere dignitosamente».

Chi volesse aiutare Ivana, offrendo un lavoro a lei o al figlio o dando loro la possibilità di un alloggio, può chiamare il numero: 339/1521332.

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