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Prato

Il presidente della Provincia di Prato Lamberto Gestri critica Zonin: “Arrogante”

Il presidente della Provincia di Prato Lamberto Gestri critica Zonin: “Arrogante”

Sulla vicenda della mancata restituzione a Prato della collezione di quadri di palazzo degli Alberti, il presidente Gestri lancia un appello all’unità: Le divisioni stanno uccidendo la città”. LA PETIZIONE: una firma per chiedere alla banca di restituire i quadri

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PRATO. Il Presidente della Provincia Lamberto Gestri critica la posizione del presidente della Popolare di Vicenza Gianni Zonin che ha rifiutato di riportare a Prato la collezione d’arte di Palazo Alberti e lancia un appello all’unità. “Le divisioni stanno uccidendo il futuro di Prato e fanno il gioco di chi, più del bene comune, ha da difendere gli interessi personali o di un gruppo. Dobbiamo reagire prima che sia troppo tardi. La vicenda della collezione d'arte di Palazzo Alberti, proprietà della Banca Popolare di Vicenza e patrimonio di tutta la comunità pratese, è emblematica”.

“Ho ancora nelle orecchie - prosegue Gestri - l'eco sgradevole delle parole di Gianni Zonin. Nel tono e nella sostanza del colloquio con il presidente della Popolare di Vicenza c'è un di più di arroganza gratuita, non commisurata alla semplice domanda di informazioni circa la sorte della collezione. C'è un di più su cui si deve riflettere. Perché il presidente della più importante banca del territorio sceglie, per riaffermare i propri diritti da nessuno negati, la via della chiusura negando ogni possibilità di dialogo con i pratesi? Evidentemente a Vicenza c'è la convinzione - come si dice dalle nostre parti - di averci preso ormai le misure per cui non c'è nulla da temere”.

“Ripeto -afferma Gestri - Dobbiamo reagire prima che sia troppo tardi. Che fare allora? Certo, dobbiamo dare una risposta forte alla Banca popolare di Vicenza. Ma c'è dell'altro. Prendendo spunto da questo episodio, sicuramente di alto valore simbolico perché un patrimonio culturale - anche se privato - contribuisce a definire l'identità di una città, dobbiamo riflettere, mettendo in secondo piano divisioni e frammentazione degli interessi. Penso a tante questioni impantanate nel conflitto che vanno risolte con urgenza e con uno sforzo di sintesi: la destinazione degli spazi del vecchio ospedale, l'ampliamento di Peretola e le pesanti conseguenti su Prato, ma anche il rinnovo dei vertici della Fondazione Cassa di risparmio. Dobbiamo fare tutti uno sforzo vero e concreto per superare i conflitti e definire quelle decisioni necessarie guardare al futuro. Vanno messi al centro gli interessi collettivi della nostra gente, capitalizzando tutte le nostre potenzialità sociali, umane ed economiche. Occorrono coraggio e unità, due condizioni indispensabili per scrollarci di dosso la paura del futuro, Così davvero potremo offrire opportunità ai giovani, a chi ha talento, a chi ha idee nuove ma non ha risorse per realizzarle”.

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