La protesta
Caso Bettazzi, Canovai scarica il suo vice
I vertici di Asm difendono la loro scelta davanti alla commissione di vigilanza e garanzia del Comune
PRATO. Se dev’essere la politica a darsi le regole senza che sia la magistratura a dettare la linea ed i tempi, forse anche a Prato così come avviene a livello nazionale, si è perso un altro importante appuntamento.
Ieri è stato il giorno dell’audizione dei vertici di Asm da parte della commissione di vigilanza e garanzia del Comune. Il presidente Alessandro Canovai, a suo tempo nominato dal sindaco Roberto Cenni, ed il direttore generale Sandro Gensini, hanno ribadito ai consiglieri comunali quanto già detto il giorno prima in sede di consiglio di amministrazione ovvero che sull’affidamento dell’incarico a Soluzioni finanziarie srl del presidente del consiglio comunale di Prato, il pidiellino Maurizio Bettazzi, non c’è stata alcuna violazione di norme, tutto si è svolto alla luce del sole. E durante l’audizione - che il consigliere Stefano Scali (Pdl) ha tentato inutilmente di far svolgere a porte chiuse con una mozione - è emerso che Bettazzi ha fatto anche altre consulenze, non solo per Asm bensì anche per Asm servizi. Per quest'ultima controllata ha curato una linea di credito con la Cassa di Risparmio di Firenze e con la stessa Banca di Credito cooperativo Area pratese.
La commissione presieduta da Andrea Colzi (Pd) si pone il limite di non entrare nella vicenda processuale che vede indagato Bettazzi per corruzione ma di porre l’accento sul rapporto di lavoro intercorso fra Asm ed il presidente del consiglio comunale. «Un rapporto eticamente inopportuno e carico di conflitto di interessi», rimarcano soprattutto i consiglieri d’opposizione Mangani (Pd) e Donzella (IdV). Con il rappresentante del Pd che nel suo intervento chiede esplicitamente che le dimissioni dovrebbero essere la logica conseguenza di un simile comportamento. Richiesta che si è fermata lì anche perchè Canovai è passato al contrattacco facendo notare che l’inera Asm ha un conflitto di interesse genetico visto «che lavora per lo stesso ente che ne è proprietario e visto che al suo interno raccoglie segretari di partito, consiglieri provinciali e comunali, sindacalisti...» Canovai apre anche un fronte interno e scarica il suo vicepresidente, Antonio Rancati. Senza farne mai il nome ma dicendo apertamente che chi, del cda, ha rilasciato dichiarazioni alla stampa parlando di inopportunità di concessione dell'incarico a Bettazzi, ha sicuramente sbagliato. Ed ha aggiunto: "Io sono una persona onesta che non ha mai rimesso un rimborso spese all'azienda per i suoi spostamenti. Quando vengo in Comune mi pago anche il parcheggio in piazza San Francesco. Altri invece riempiono l'amministrazione di scontrini e richieste di rimborsi spese».
Il caso Bettazzi si è arricchito di un altro puzzle e non è certo arrivato alla fine. Resta da chiarire dove verrà messa l’ultima tessera, in piazza del Comune o nel piazzale Falcone e Borsellino.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
