Gioco
Rossi minaccia le dimissioni se non passa la nuova pista di Peretola
Il consigliere regionale di Prato Fabrizio Mattei guida l’opposizione al progetto, ma il presidente della Regione è pronto a giocarsi tutto
PRATO. Il presidente della Regione, Enrico Rossi, è pronto a dimettersi se in consiglio non passerà l’integrazione del Pit, il Piano di indirizzo territoriale che contiene l’ipotesi della nuova pista dell’aeroporto di Peretola. Rossi lo ha detto giovedì al termine di una giornata molto agitata sul fronte politico.
Giovedì le commissioni referenti sul piano, infrastrutture e ambiente, si sono riunite per esprimere un parere e approvare il Pit che la prossima settimana dovrebbe andare al voto d'aula per l'adozione definitiva. Il presidente della commissione infrastrutture Fabrizio Mattei (Pd), avverso alla nuova pista insieme ai sindaci della Piana fiorentina, ha votato contro l'adozione del Pit. Con lui anche il capogruppo Fds-Verdi Monica Sgherri (che fa sempre parte della maggioranza) mentre le opposizioni si sono astenute. Il resto della maggioranza si è espressa invece a favore. Il risultato è stato un pareggio che in base al regolamento consiliare equivale ad un voto contrario. L'atto arriverà così in aula, per la prima volta nella storia dell'Assemblea toscana, con il parere contrario delle commissioni referenti. La questione rischia di essere un banco di prova per il futuro della coalizione toscana e del governatore Enrico Rossi che ha fatto del Pit e della nuova pista un punto irrinunciabile del suo mandato e che più volte in questi mesi ha invocato l’autosufficienzà della maggioranza su questi atti.
In serata la minaccia di dimissioni. L'adozione dell'integrazione al Pit sarà discussa in Consiglio regionale la prossima settimana e «sarò ovviamente presente in aula - ha detto Rossi - disposto ad accogliere tutte le proposte migliorative che verranno avanzate, ma anche a trarne le conseguenze ultime, comprese le mie dimissioni qualora dovesse prevalere anche in aula lo stesso orientamento emerso con il voto delle commissioni. Dimissioni che comportano lo scioglimento del Consiglio, la fine della legislatura e quindi il rinvio alle urne».
«Prendo atto del voto odierno - ha aggiunto - e sottolineo come non rifletta i rapporti numerici tra maggioranza e opposizione presenti in Consiglio. Tuttavia l'esito può essere stato determinato anche da situazioni contingenti e da logiche interne al dibattito che si è sviluppato sul tema. Quello che conta sarà però il voto in Consiglio previsto nella prossima settimana». Rossi era al corrente che l'esponente del Pd Fabrizio Mattei avrebbe espresso voto contrario al Pit. A questo si è aggiunto quello della consigliera di Fds-Verdi Monica Sgherri, «in contrasto con quello dell'assessore Salvatore Allocca, appartenente al suo stesso partito, che in Giunta aveva espresso invece voto favorevole». Il governatore ha ricordato infine che il Pdl, che tante volte l'aveva sollecitato a portare in Consiglio regionale la variante, alla prima prova ha pensato bene di astenersi. Un'astensione che equivale, per il regolamento del Consiglio toscano, ad un voto contrario.
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