Il Tirreno

Prato

Nasce lo spaccio delle eccellenze

di Walter Fortini

Carmignano, dopo quattro anni il Comune potrebbe usare una parte delle ex cantine Niccolini

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PRATO. Sembrava tutto arenato, ancora una volta: definitivamente, per i più pessimisti. Troppo difficile trovare nel centro di Carmignano (a buon prezzo) un locale da affittare. E invece il progetto di uno spaccio e di un mercato della filiera corta risorge dalle ceneri. O almeno ci prova: dopo quattro anni che se ne parla, dopo la costituzione a gennaio di un comitato di cui il Comune sarà garante e supervisore per tre anni, dopo che dello spaccio e mercato era stata annunciata l'apertura entro primavera ma erano seguiti solo mesi di silenzio.

Il progetto potrebbe infatti finalmente decollare grazie alla messa a disposizione di una parte delle ex Cantine Niccolini, lo spazio al centro di piazza Matteotti utilizzato per la fiera di dicembre, i mercatini dell'antiquariato gestiti ogni mese dalla Pro Loco e altre iniziative del Comune. Entro un paio di settimane dovrebbe infatti uscire il bando per affidare in gestione parte della struttura. «A chi se lo aggiudicherà chiederemo di investire sul restauro dello spazio» spiega l'assessore alle attività produttive, Fabrizio Buricchi. Saranno rifatti gli impianti elettrici. Saranno rimessi in funzione i bagni. Nelle ex cantine Niccolini potrebbe trovare casa lo spaccio di filiera corta, ma anche un'enoteca comunale. E rimarrebbe spazio anche per le altre attività ospitate finora.

Un doppio poker d'assi per il Comune, che in tempi di austerity certo non poteva sperare di trovare nelle proprie casse i soldi per ristrutturare l'edificio acquisito da diversi anni dalla Misericordia e che, alla lunga, rischia di andare in malora. A questo punto non resta che attendere. Del bando mancano ancora i dettagli. Del progetto di filiera corta è invece tutto già noto, da tempo. Si punta ad uno spaccio aperto tutti i giorni, dove comprare prodotti a chilometri zero (o comunque direttamente dai produttori), e a un mercato da tenersi una volta al mese, la terza o quarta domenica. “Per diverse aziende - spiegava mesi fa l'assessore Buricchi - sarà un'occasione importante per vendere direttamente i propri prodotti, non solo agricoli”. Ci saranno infatti anche dolci, conserve e confetture, prodotti di cosmesi confezionati con ingredienti naturali del territorio e perfino oggetti artigianali, se legati al settore. Carne e pasta naturalmente e vino ed olio. Hanno già aderito una dozzina di produttori. Per partire il progetto conta su 50 mila euro della Regione e 12.500 del Comune. Poi dovrà andare avanti con le proprie gambe. Va da sé che sarà un'occasione anche per i consumatori per fronteggiare il caro prezzi o acquistare prodotti di qualità al giusto prezzo. I gruppi di acquisto in crescita dimostrano che c'è domanda e interesse.

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