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Prato

Il Wwf accusa la Provincia di tutelare solo gli interessi dei cacciatori

Il Wwf accusa la Provincia di tutelare solo gli interessi dei cacciatori

Gli ambientalisti tornano all’attacco dopo il caso delle volpi a Prato: “Hanno proposto due giorni di preapertura e chiedono di poter sparare alle anatre”

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PRATO. Dopo aver ottenuto un’insperata vittoria sulla questione dell’abbattimento delle volpi, inducendo la Provincia di Prato a rinunciare al progetto, gli ambientalisti tornano alla carica sulla questione della caccia. Stavolta è Carlo Scoccianti, di Wwf Toscana, a puntare il dito sulla Provincia.

“E' importante - scrive Scoccianti - che il clamore mediatico innescato dalle dichiarazioni della Provincia sul tema delle volpi non diventi una “foglia di fico” sopra quella che continua ad essere in realtà la vera politica in tema di caccia della Provincia di Prato. In questo senso è fondamentale che i cittadini sappiano che negli stessi giorni in cui la Provincia positivamente chiude le attività di controllo sulla volpe, in realtà fa ben altro e cioè:

- approva un calendario venatorio in cui chiede alla Regione due giornate di apertura anticipata della caccia ai primi di settembre, periodo in cui l'attività venatoria ha un impatto gravissimo sulle specie oggetto di prelievo e su tutte le altre;

- inserisce nella richiesta di preapertura anche alcune specie acquatiche (tre specie di anatre) in evidente contrasto con il parere dell'Istituto Superiore di Protezione e Ricerca Ambientale;

- sta per approvare un nuovo piano faunistico-venatorio in cui si continua a non tutelare aree chiave per la fauna selvatica e si localizza invece le aree in divieto di caccia in zone assurde come i due macrolotti, l'area industriale di Montemurlo e perfino il centro di Prato in modo da non disturbare gli interessi venatori;

“Nel contempo - aggiunge Scoccianti - la Provincia ha anche promosso un progetto LIFE con il contributo della Comunità Europea, con il quale, fra le altre cose, sono stati eseguiti interventi di ripristino ambientale in un lago da caccia (Pantanelle) dove intende mantenere questa attività. Soldi pubblici finalizzati alla tutela degli uccelli migratori finiranno quindi per essere utilizzati per aiutare non gli uccelli ma i cacciatori che a questi sparano!”.

“Questa è la vera politica e il vero indirizzo della Provincia di Prato in tema di caccia - conclude Scoccianti - Tutto ciò è inaccettabile e insostenibile. Per questo il Wwf chiede alla Provincia una inversione vera di rotta, una inversione di rotta che comprenda non solo la questione del piano di controllo delle volpi, ma tutti questi e simili altri provvedimenti in tema di caccia che possono essere definiti chiaramente indecenti sia eticamente che scientificamente. Se infatti si salveranno, grazie all'intervento degli ambientalisti, 100 volpi, è però purtroppo vero che con tutti gli altri provvedimenti la Provincia sta invece approvando una serie di misure gravissime che avranno un forte impatto sulla nostra fauna selvatica e determineranno l'uccisione di decine di migliaia di animali delle più svariate specie”.

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