Il dolore
Fumata nera, la Popolare di Vicenza ancora non rende i quadri a Prato
«Mi aspettavo una risposta che al momento non c'è stata». Il presidente della provincia Lamberto Gestri commenta amareggiato l'incontro con il presidente Zonin della Bpv
PRATO. «Mi aspettavo una risposta che al momento non c'è stata». Il presidente della provincia Lamberto Gestri commenta amareggiato l'incontro con il presidente della banca popolare di Vicenza, Giovanni Zonin per decidere quale sarà il futuro di tre capolavori rinascimentali di Prato: torneranno in città o resteranno a Vicenza? La questione è molto delicata e interseca la sensibilità artistica e culturale dei pratesi e i diritti che la Banca rivendica sulla collezione, dopo averla (di fatto) acquisita.
Ecco i capolavori da riportare a Prato-Le foto
Quello che prevale, al momento, sembra essere un atteggiamento di chiusura da parte della Popolare di Vicenza, che considera di sua proprietà i capolavori della collezione Alberti. E dunque, appare poco disponibile a cedere a un compromesso. «E' vero che la collezione adesso è patrimonio della Popolare di Vicenza - va avanti Gestri - ma è altrettanto vero che rappresenta l'identità culturale della nostra città e il suo futuro sta a cuore a tanti pratesi».
Il presidente della provincia Lamberto Gestri ha incontrato prima il direttore generale della Banca popolare di Vicenza, Costante Turco - con cui ha riscontrato disponibilità al dialogo - poi il presidente Zonin. Oggetto del meeting: sollecitare il rientro a Prato delle opere rinascimentali: “Il crocifisso con cimitero ebraico" di Giovanni Bellini, la "Madonna col bambino" del pratese Filippo Lippi e la "Coronazione di spine” del Caravaggio.
Insomma, le trattative non sono ancora concluse. Ma a prevalere è un atteggiamento di sfiducia. Il presidente Gestri punta a riportare "a casa" questi tesori rinascimentali ed ha incalzato il direttore e il presidente ad avere una ulteriore risposta entro giovedì, dal momento che sarà presentata un'interpellanza da parte del consigliere Francesco Querci, gruppo Udc, durante la seduta del consiglio provinciale.
Nel dicembre 2011, lo ricordiamo, le opere sono state trasferite dalla Galleria di Palazzo degli Alberti al Museo Thiene (sede storica della Banca Popolare di Vicenza) in occasione della mostra "Lippi, Bronzino, Caravaggio. Capolavori sacri e profani della Collezione Toscana della Banca Popolare di Vicenza". La mostra si è conclusa a febbraio dello scorso anno. Ma le opere sono ancora a Vicenza, «nonostante un accordo - firmato tra l'assessore alla cultura Anna Beltrame e il direttore generale della Banca - sancisse il rientro a Prato dei capolavori rinascimentali».
C'è da aggiungere che Prato, nel Quattrocento, è stata una fucina artistica che ha raccolto i nomi più importanti dei maestri rinascimentali (Filippo Lippi, Donatello, Paolo Uccello, il Ghirlandaio) e i pratesi sono molto affezionati a questa preziosa eredità. Tanto che, a settembre, sarà inaugurata la grande esposizione dal titolo: "Officina pratese. Da Donatello a Filippo Lippi", ospitata nelle sale del Museo Civico, allestito nel Palazzo Pretorio appena restaurato.
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