Attenzione
Caso Bettazzi, il cda di Asm fa quadrato
Per i vertici della partecipata nessuna irregolarità nell’incarico al presidente del consiglio comunale
PRATO. L'opposizione, Pd in testa si aspettava una presa di responsabilità e le dimissioni del CdA e del direttore generale. Il resto del mondo politico sperava quanto meno in un chiarimento di tutti i dettagli dell'operazione. Nella riunione di ieri pomeriggio, invece, in via Paronese i vertici di Asm hanno fatto quadrato attorno al direttore Gensini e si sono sgravati da eventuali colpe sul caso Bettazzi. Il comunicato di auto-assoluzione pur nei toni dell'ufficialità e nella sua stringatezza è incontrovertibile: «Il Consiglio di Amministrazione ha preso atto che l'incarico conferito a Soluzioni Finanziarie Srl (la ditta di Bettazzi ndr) è stato conferito secondo le procedure e deleghe aziendali e nel rispetto della normativa vigente. Il Consiglio di amministrazione ha rilevato che l’incarico era finalizzato a contribuire al superamento delle temporanee tensioni finanziarie aggravate dalla normativa Tares, tensioni che ad oggi risultano essere allentate». Sull'attività di intermediazione creditizia fra Asm e Bcc, che ha portato all'indagine per corruzione verso il presidente del consiglio comunale né il direttore generale né il board hanno niente da rimproverarsi. Una difesa completa che – c'è da scommettere – porterà nei prossimi giorni nuovi strascichi polemici. Specie, perché nelle due ore di riunione la pur puntigliosa ricostruzione di Gensini non ha sciolto due punti interrogativi significativi: a quanto ammonta la consulenza? Chi si è mosso per primo: Asm ha cercato Bettazzi o è stato il presidente dell'assemblea comunale a offrire i propri servigi all'azienda partecipata? Sul primo quesito resta l'unica certezza: la cifra complessiva è inferiore ai 20.000 euro, motivo per cui il direttore si è mosso in autonomia senza obbligo di informare sulla decisione finale il CdA. Invece, su chi abbia avuto l'idea di attivare la consulenza Gensini ha opposto e oppone un «Non ricordo. Mi risulta difficile ricostruire se in quei giorni fu Asm a cercare Bettazzi o viceversa». Sullo sfondo resta l'invito pressante del Pd di dimissioni per tutto il CdA, fra i quali c'è anche il democrat Adriano Benigni rappresentante dei soci di minoranza. Cosa farà nei prossimi giorni: accoglierà l'appello facendo un passo indietro o non lo prenderà in considerazione?
Carlandrea Poli
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