Italia
Luisa Peris: «Non vogliamo la Varvarito al Calice»
PRATO. La Varvarito non vada nella zona di Viaccia, non vada a San Giorgio a Colonica, ma neanche venga fatta trasferire nella zona del Calice. Scrivendo una lettera ai tre assessorati del Comune...
PRATO. La Varvarito non vada nella zona di Viaccia, non vada a San Giorgio a Colonica, ma neanche venga fatta trasferire nella zona del Calice.
Scrivendo una lettera ai tre assessorati del Comune di Prato competenti (ossia l’Urbanistica, i Lavori pubblici e l’Ambiente), la presidente della Circoscrizione Sud Luisa Peris mette in guardia il Comune dall’acconsentire all’ipotesi di un trasferimento dell'azienda Varvarito al Calice.
Si tratta di una prospettiva che negli ultimi giorni sta tenendo con il fiato sospeso il comitato ambientale di Casale che si lecca ancora le ferite dopo le proteste passate contro inceneritore e il digestore anaerobico di Asm (non ancora realizzato).
Intanto, la parola sulla localizzazione provvisoria della sede di Varvarito spetterà quest’oggi in Provincia, dove è in programmata una riunione della Conferenza dei servizi per l'avvio della procedura di Via (la valutazione di impatto ambientale) e per la relativa autorizzazione al trasferimento dell’impianto degli inerti dell’azienda edile da via Tourcoing (dove i permessi scadranno il 31 agosto) al Calice, per la precisione in località Pantanelle.
Tutto questo in attesa che si completi l’iter di cambio destinazione d’uso dei terreni agricoli di Viaccia, per i quali la Varvarito si è aggiudicata una gara pubblica nel giugno scorso.
«Sicuramente- scrive la presidente Luisa Peris – è ben chiaro agli uffici come l’area del Calice, classificata Pl 4, rappresenti il massimo rischio idrogeologico previsto dalla normativa vigente e, quindi, è meno adatta per collocare tale attività. La collocazione temporanea di tale azienda in quel sito trasforma di fatto le Pantanelle in un lotto industriale deregolamentato».
Nella sua lettera la presidente della Circoscrizione Sud luisa Peris chiede formalmente «a chi rappresenterà i cittadini di tenere nella dovuta considerazione le criticità da me espresse per l’area di Casale; chiedo inoltre la disponibilità a confrontarsi sull’impatto ambientale e sull’eventuale ricaduta sulla salute dei cittadini, per individuare insieme il sito più idoneo dove finalmente mettere in condizione l’azienda di poter lavorare».
Maria Lardara
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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