Attenzione
Il cda di Asm fa quadrato su Gensini e Canovai
Dopo la relazione del presidente e del direttore generale sul caso Bettazzi, il consiglio di amministrazione ha dichiarato di aver preso atto che tutto si è svolto nel rispetto della normativa vigente
PRATO. Tutto regolare. Il cda dell’Asm, la partecipata del Comune, si è riunito per ascoltare il direttore generale Sandro Gensini ed il presidente Alessandro Canovai, sulla vicenda dell’incarico di consulenza affidato a Soluzioni finanziarie del presidente del consiglio comunale di Prato, Maurizio Bettazzi, ed ha deciso di far quadrato intorno al proprio dirigente. Niente dimissioni, niente passi indietro da parte di alcuno, così come gran parte del mondo politico (soprattutto di opposizione) chiede dopo che nell’ambito della stessa vicenda, il presidente del consiglio comunale, Bettazzi, è stato raggiunto da un avviso di garanzia per corruzione. Inchiesta che riguarda in via diretta la Banca di credito cooperativo area pratese e dalla quale è nata l’indagine su Bettazzi per il rapporto di intermediazione che ha avuto fra la stessa banca e l’Asm nell’ambito di una rimodulaizone del credito per un ammontare che si aggira su quasi due milioni di euro.
«Il Consiglio di Amministrazione ha preso atto che l’incarico a Soluzioni finanziarie è stato conferito secondo le procedure e deleghe aziendali e nel rispetto della normativa vigente - si legge in un comunicato striminzito dell’ufficio stampa dell’Asm - Il Consiglio di amministrazione ha rilevato che l’incarico era finalizzato a contribuire al superamento delle temporanee tensioni finanziarie aggravate dalla normativa Tares, tensioni che ad oggi risultano essere allentate”.
E’ facile supporre che questa decisione del cda non potrà fare altro che alimentare le prese di posizione critiche per “l’inopportunità etica e morale che l’operazione ha rivestito fra controllore e controllata”.
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