Il Tirreno

Prato

La presidente della Circoscrizione sud contro l’ipotesi della Varvarito al Calice

Maria Lardara
La presidente della Circoscrizione sud contro l’ipotesi della Varvarito al Calice

Per Luisa Peris l’ipotesi del trasferimento non è compatibile con un’area ad alto rischio idrogeologico

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PRATO. Non a Viaccia, non a San Giorgio a Colonica né tantomeno al Calice. Scrivendo una lettera ai tre assessorati comunali competenti (Urbanistica, Lavori pubblici e Ambiente), la presidente della Circoscrizione Sud Luisa Peris mette in guardia dall’ipotesi di un trasferimento dell'azienda Varvarito al Calice: prospettiva che negli ultimi giorni sta tenendo con il fiato sospeso il comitato ambientale di Casale che si lecca ancora le ferite dopo le proteste passate contro inceneritore e il digestore anaerobico di Asm (non ancora realizzato).

Nessuno vuole la Varvarito

Intanto la parola sulla localizzazione provvisoria della sede di Varvarito spetterà Giovedì 18 luglio in Provincia, dove è programmata una Conferenza dei servizi per l'avvio della procedura di Via (verifica impatto ambientale) e autorizzare il trasferimento di impianto di inerti dell’azienda edile da via Tourcoing (dove i permessi scadranno il 31 agosto) al Calice, in località Pantanelle. Tutto questo in attesa che si completi l’iter di cambio destinazione d’uso dei terreni agricoli di Viaccia, per i quali la Varvarito si è aggiudicata una gara pubblica nel giugno scors

«Sicuramente- scrive Peris – è ben chiaro agli uffici come l’area del Calice, classificata Pl 4, rappresenti il massimo rischio idrogeologico previsto dalla normativa vigente e, quindi, è meno adatta per collocare tale attività. La collocazione temporanea di tale azienda in quel sito trasforma di fatto le Pantanelle in un lotto industriale deregolamentato. Chiedo a chi rappresenterà i cittadini di tenere nella dovuta considerazione le criticità da me espresse per l’area di Casale; chiedo inoltre la disponibilità a confrontarsi sull’impatto ambientale e sull’eventuale ricaduta sulla salute dei cittadini, per individuare insieme il sito più idoneo dove finalmente mettere in condizione l’azienda di poter lavorare».

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