Attenzione
Imprenditori cinesi investiranno in case
E’ il progetto che Cna ha proposto alla Provincia per radicare la comunità e per dare alloggi più dignitosi ai lavoratori orientali delle fabbriche
PRATO. Il progetto mira a tenere insieme numerose esigenze. La necessità di avere alloggi da parte dei lavoratori cinesi e quella italiana di evitare la commistione che c’è tra abitazioni e fabbriche dei pronto moda.
Poi c’è la volontà di creare un’integrazione reale tra comunità cinese e pratese e questo passa inevitabilmente dal rendere gli immigrati non meteore di passaggio dal territorio ma residenti a tutti gli effetti. Un risultato che si ottiene creando legami. E interessi.
Il legame più forte di una persona con il luogo in cui vive è la casa e l’investimento nel cosiddetto mattone.
Ecco quindi che Cna, che nei rapporti coi cinesi ha già da qualche anno un ruolo di leadership, ha proposto alla Provincia un piano: quello di invitare, grazie ai rapporti ormai stretti con i propri associati con gli occhi a mandorla, gli imprenditori a investire nella riqualificazione di aree del territorio o nella costruzione di nuovi alloggi da affittare a connazionali spesso costretti a vivere in condizioni di disagio.
Obiettivo è quello di far reinvestire sul territorio parte della ricchezza accumulata lavorando in Italia in modo da creare lavoro e innescare una buona pratica di convivenza.
Case finanziate da cinesi. «Abbiamo parlato del progetto con il presidente della Provincia Gestri - spiega il neo presidente della Cna Claudio Bettazzi - per capire se c’era la disponibilità delle istituzioni. Da parte nostra possiamo mettere a disposizione i rapporti che abbiamo con le imprese cinesi e il fatto che negli anni siamo riusciti a intessere buone relazioni dimostrandolo anche con la scelta di avere in associazione Wang Liping come vice presidente. L’ideale sarebbe riuscire a creare delle cordate miste italo-cinesi per riqualificare il territorio e allo stesso tempo ridurre la commistione che troppo spesso c’è tra fabbrica e abitazione. Senza contare che l’investire in una paese significa scegliere di farne parte a tutti gli effetti».
Un progetto di cui Lamberto Gestri ha parlato anche con rappresentanti delle istituzioni cinesi e che ha deciso, anche se con i tempi necessari, di portare avanti. «Si tratta di un progetto che va condiviso anche con altre istituzioni - commenta il presidente della Provincia - che dovranno eventualmente rilasciare i necessari permessi ma che stimola un dialogo più stretto con la comunità dando delle risposte di legalità e di accoglienza sociale».
Primi approcci con Carmignano. Un progetto in fase embrionale ma che dimostra non essere solo chiacchiere. Qualche mese fa infatti un’ipotesi di collaborazione fu prospettata al sindaco di Carmignano Doriano Cirri. Un progetto che poi non è andato infondo per vari motivi ma che aveva dato una dimostrazione importante. «Era stata già trovata la disponibilità di imprenditori cinesi a investire circa 6 milioni di euro», riferisce Bettazzi.
«Si trattava della realizzazione di abitazioni in un’area adiacente alla palazzina dell’Asl di Seano», interviene il sindaco di Carmignano.
Del resto se la volontà di lasciare un po’ di soldi in Italia c’è è questione solo di tempo. «E’ necessario capire come intrecciare i nostri rapporti - commenta il presidente Bettazzi - e capire qual è il valore aggiunto di queste collaborazioni. Sia nell’investire sul territorio sia nel creare progetti nel settore tessile».
Il tessile, i pronto moda. Per i cinesi tessile significa abiti finiti, per Prato - prevalentemente - stoffe. Due elementi concatenabili ma se alla base c’è del lavoro per venirsi incontro.
«Le imprese cinesi devono alzare la qualità dei loro prodotti e imparare a innovare. Solo così, non vendendo a prezzi bassi, potranno utilizzare le stoffe pratesi. Tra loro questa volontà c’è e già alcune aziende, tra le più strutturate, hanno questo tipo di rapporto con i lanifici pratesi».
Il passo avanti è evidente è il Centro di ricerca sino-pratese su cui Cna ha da sempre dato parere positivo tanto che il progetto viene seguito da un uomo di punta di Cna, l’ex presidente della Camera di commercio Luca Rinfreschi.
Cna ci ha scommesso. E anche le altre associazioni di categoria stanno seguendo il percorso tracciato. «Abbiamo pensato che fosse una risorsa», sottolinea Bettazzi non dimenticando che un ruolo importante in tutto questo l’ha avuto il suo predecessore, Anselmo Potenza. «E trattandosi di una risorsa la presidenza di Potenza mi ha dato un mandato forte a investire in questo e a dare visibilità alle nostre idee. Adesso dei risultati ci sono. Sono timidi ma è anche vero che crediamo che non si sia un’altra storia».
Non c’è alternativa alla collaborazione nell’edilizia, nel tessile e neppure nel turismo dove Cna sta cercando di creare delle forme di collaborazione per incentivare l’arrivo dei turisti cinesi.
@ileniareali
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