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Prato

Da Euroingro ai centri medici passando per il settore delle auto

Da Euroingro ai centri medici passando per il settore delle auto

In principio erano l’abbigliamento, il commercio e la ristorazione. Poi vennero il settore dell’auto e la sanità. Si chiama diversificazione la parola chiave degli ultimi investimenti più appetibili...

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In principio erano l’abbigliamento, il commercio e la ristorazione.

Poi vennero il settore dell’auto e la sanità.

Si chiama diversificazione la parola chiave degli ultimi investimenti più appetibili fra gli imprenditori orientali a Prato. Anche se finora non ci sono stati investimenti di importi così elevati da far pensare a una stabilità della comunità e comunque di gran lunga inferiore a quelli portati avanti nella madrepatria.

Era il 2007 quando spuntò nel cuore del Macrolotto l’insegna di “Euroingro”, uno showroom espositivo di 25mila metri quadri per la vendita all’ingrosso di abbigliamento, accessori, calzature, bigiotteria e biancheria.

Nasceva così dalla ceneri dell’ex lanificio “Nello Gori” il progetto di una cittadella del pronto moda lanciato da tre imprenditori orientali, capace di accogliere 80 aziende fra produttori, importatori e grossisti.

L’impresa è andata avanti e oggi “Euroingro” si è convertita alla vendita all’ingrosso on line. Non solo abbigliamento.

La filiera dell’auto è una delle ultime frontiere più promettenti per gli imprenditori orientali: di recente in via Roncioni è spuntato un gommista dagli occhi a mandorla mentre in via Bonicoli ha aperto i battenti la carrozzeria “Hong Xin”.

Anche la sanità è un business che fa gola ai cinesi, vuoi perché la comunità, con i suoi numeri importanti, è portata a esprimere una domanda crescente domanda di tipo sanitario.

In via Galcianese da quasi due anni opera ormai "Aesthetic Medical Care", un piccolo polo sanitario finanziato con capitale italo-cinese (il direttore sanitario è il capogruppo Pdl in Consiglio comunale Roberto Baldi), mentre in via Marini si è affermata “Futura Medical”, un altro centro sanitario finanziato da soci cinesi e pratesi e dietro la cui nascita, nel novembre 2011, compariva il nome dell’ex primario di ginecologia del “Misericordia & Dolce” Paolo Ciolini.

Strutture sanitarie che rappresentano anche un deterrente contro la sanità fai da te ancora diffusa in certi strati della comunità orientale.

Sempre in tema di sanità, nel 2009 l’associazione di Amicizia dei Cinesi di Prato contribuì alla realizzazione del reparto, acquistando due letti travaglio elettrici muniti di accessori e di pianetto per l'appoggio neonato, per poi sponsorizzare nel 2011 insieme alla Fondazione Ami (Area materno infantile) il restyling delle sale di attesa del reparto di ostetricia e di neonatologia. (m.l.)

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