Sicurezza
Vecchio telaio addio, meglio vivere all’aperto
Paolo Colzi, meccanico tessile, ha scelto di prendere in mano l’azienda del padre Oltre al grano, ha iniziato la coltivazione anche di farro, ortaggi e frutta
PRATO. È orgoglioso del lavoro che sta svolgendo. Paolo Colzi, 47 anni, dal 2000 porta avanti l’azienda agricola che prima apparteneva al padre. Fino ad allora, Paolo, faceva tutt’altro: il meccanico tessile in un lanificio pratese. Poi la decisione, maturata per diversi motivi, di dare una svolta alla sua vita. Gli era sempre piaciuto il lavoro che faceva suo papà, da qui la decisione di prendere in mano le redini dell’azienda.
All’inizio l’impresa si occupava solo della produzione di cereali, poi dal 2009 si è allargata anche alla coltivazione di ortaggi e di altri prodotti della terra. Le produzioni agricole che la fatica quotidiana offre vengono vendute direttamente a “Terre di Prato” ed ai mercatini che rientrano nel progetto di “Campagna amica” promossa dalla Coldiretti. “Terre di Prato” è attivo il primo e il terzo sabato del mese nella piazza del Mercato nuovo, mentre i mercatini di Campagna amica sono aperti il mercoledì nella parrocchia della Madonna dell’Ulivo a Prato, il giovedì a Montemurlo davanti al palazzo comunale e il venerdì alla parrocchia della Sacra Famiglia a Prato. A luglio del 2009 Colzi dà vita ad un “Farmer market”, il cui obiettivo come lo stesso produttore dice, «è far riscoprire al consumatore i profumi e i sapori genuini dei prodotti agricoli freschi e di stagione in un contesto di coltivazione a chilometri zero, di filiera corta e di tracciabilità al 100%».
L’azienda Colzi oggi offre lavoro anche a due persone. La fatica c’è, indubbiamente. Ma viene ripagata dalla soddisfazione e dall’amore che il titolare ha per il mestiere che sta portando avanti. «Oltre al grano coltivo anche il farro – spiega Paolo Colzi -. Quando ho fatto l’ultimo raccolto, circa 50 quintali, ho dovuto portare il tutto a Firenzuola dove c’è un’azienda dotata dei macchinari che tolgono la buccia ai chicchi e li arrotondano leggermente, (si dice che il farro è stato perlato, ndr). Per quanto riguarda il grano la mietitura è in corso in questi giorni. Quest’anno il raccolto non è andato benissimo, a causa delle piogge incessanti che si sono verificate. Sui circa otto ettari di coltivazione credo di poter ottenere 40 quintali per ettaro». Come ortaggi, Paolo Colzi, coltiva solo prodotti di stagione, quindi adesso è impegnato, fra le altre cose, nella cura di melanzane, pomodori e bietole e poi c’è il settore frutta come le fragole, mentre fra poco saranno maturi meloni e angurie. In inverno la situazione è peggiore anche perché tutto è coltivato all’aria aperta e non dentro le serre. Comunque sia riesce a far crescere cicoria, rape e cavoli di vario tipo, ovvero frutti della stagione fredda. Paolo Colzi è uno dei nove produttori che, insieme ad un molino e a cinque forni, fa parte dell’associazione “Gran Prato” che fa entrare a pieno regime la filiera del pane a Km 0 e che vede coinvolti Confartigianato, Cia e Coldiretti oltre ai Comuni di Prato e Montemurlo.
Azelio Biagioni
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