Il dolore
Multe boom: ogni pratese paga 54 euro all’anno
Nel 2011 mano pesante dei vigili urbani, ma l’anno scorso battuto ogni record: da 9,3 a 10,5 milioni. E gli automobilisti pagano sempre più in fretta
PRATO. C'è un primato che rischia di aggiudicarsi a breve Prato nella classifica dei tartassati: quello di città più multata del Belpaese e più rapida nel pagare.
Almeno su base procapite, l'unico metro di paragone per confrontare l'entità delle sanzioni a Prato rispetto alle città più grandi. Nel 2011, rende noto un rapporto divulgato ieri dal Sole 24 Ore, Prato si colloca al 25° posto per gli importi accertati. Pari a 53,7 euro in calo di 8,7 euro. Una flessione momentanea. Perché, dopo il calo nell'anno dell'emergenza spread, nel 2012 c'è stato un nuovo boom. Nonostante l'austerity, forse per colpa proprio dell'austerity che ha spinto i Comuni ad essere più intransigenti di uno sceriffo di Nottingham. Molti sono i segni più, specialmente sul lato degli importi piuttosto che sul numero complessivo di contravvenzioni. In effetti, nel 2012 i verbali elevati dai vigili urbani sono stati 97mila contro i 103 mila del 2011. Una cifra comunque ancora doppia rispetto al 2010 (57.900). In realtà, sono i proventi derivanti dall'applicazione del codice della strada a rendere bene l'impennata di questa “tassa” per i contribuenti pratesi: ben 10,571 milioni di euro contro i 9,3 milioni di dodici mesi prima (+13,7%). Sopravanzando al tempo stesso il risultato del 2010, quando l'ente toccò un introito di 10,486 milioni. Ma con una composizione ben diversa all'interno del bilancio. Qui occorre fare una distinzione fra le due voci previste dal rendiconto di gestione del Comune: i verbali che vengono pagati entro 10 giorni sono regolati tramite bollettino postale senza alcuna intermediazione e procedura di recupero del credito vantato dal Comune; gli altri vengono iscritti a ruolo, tecnicamente “accertati” in attesa che Equitalia (fino al 2009 compreso) o Sori (a partire dal 2010) riesca a incassare dal trasgressore la cifra pretesa. Nel 2010 questo era il rapporto di forza: su meno di 10 milioni e mezzo di sanzioni circa 8 milioni erano in attesa di recupero e solo 2,5 pagate immediatamente. Sono bastati due anni per compiere un ribaltamento quasi perfetto. Dei 10,571 milioni computati nel 2012 ben 6,2 – il 60%, dato da record nazionale – hanno avuto un pagamento in contanti in pochi giorni, gli altri 4,3 sono finiti sotto il capitolo “accertamento”. Quest'ultimo fornisce le minori soddisfazioni. Una volta iscritti ruoli per 7,8 milioni nel 2010 sono entrate nell'erario multe solo per 750 mila euro. Anche in questo caso, però, il Comune è diventato più efficiente nel mettere alle strette il contribuente. L'incasso è salito l'anno scorso a 815 mila euro (+8%), ma soprattutto il volume in arretrato si è dimezzato da 8 a 4 milioni. È il frutto del risultato della gestione di Sori, rivendica il suo presidente Giovanni Luchetti facendo un raffronto secco: «Le prime multe che gestiamo sono quelle del 2010. Siamo riusciti a riscuotere il 30% di cartelle per un valore del 20%. Senza essere ancora arrivati all'azione esecutiva. Prima agiamo col sollecito e con l'ingiunzione. Equitalia, invece, si ferma a una media annua del 13%. Cosa c'è di differente? Noi agiamo in maniera tempestiva mandando avvisi entro dodici mesi dalla presa in carico della multa. In questo modo preveniamo la possibilità che in molti cambino residenza o diventino irreperibili». Sul record di pagamenti volontari, liquidati in pochi giorni un ruolo di deterrenza potrebbe averlo svolto, invece, Equitalia. Una cosa è certa. Prato ha un livello da record: «Siamo al 60% – spiega l'assessore alla sicurezza, Aldo Milone – Firenze non arriva neanche al 20%».
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