Sicurezza
Donna accusa di violenza sessuale e stalking otto pachistani
I fatti risalgono all’estate scorsa e il suo amante è stato ucciso a maggio davanti al circolo Arci di Cafaggio. La ventisettenne aveva una stanza in affitto nell’abitazione degli imputati
PRATO. Una donna di origini marocchine di 27 anni ora domiciliata a Montecatini, ha accusato di violenza sessuale e di tentata violenza sessuale e lesioni due pachistani mentre altri sei li ha denunciati per minacce e stalking. I fatti risalgono all'estate scorsa e martedì 16 luglio, avrebbe dovuto tenersi l'udienza davanti al giudice del tribunale di Prato, Silvia Isidori, per ascoltare proprio la donna ma, il suo avvocato di fiducia Roberta Roviello ha aderito allo sciopero degli avvocati e così l'udienza è stata rinviata al prossimo 22 ottobre.
Secondo quanto ricostruito nel fascicolo processuale, nell'estate scorsa la ventisettenne aveva una relazione con Rachid El Idrissi, il trentunenne marocchino che il 2 maggio scorso è stato ucciso per futili motivi davanti al circolo Arci di Cafaggio, da Rachid El Khadiri. E sarebbe stato il suo amante a trovarle una stanza in un appartamento abitato dagli otto pachistani.
E' durante la coabitazione che, secondo quanto denunciato dalla ventisettenne, uno dei coinquilini, un trentottenne difeso dall'avvocato Piero Cerruto, avrebbe abusato sessualmente di lei e un secondo, difeso dall'avvocato Eugenio Zaffina ci avrebbe provato senza riuscirci. Sempre secondo il racconto della donna, nei giorni successivi alla denuncia fatta alle forze dell'ordine, gli altri coinquilini - a loro volta difesi dall'avvocato Zaffina - avrebbero cominciato a minacciarla verbalmente e per telefono, di qui l'accusa di stalking, affinchè ritirasse la denuncia nei confronti dei loro amici.
Ma la storia presenterebbe vari punti poco chiari ed anche per questo il trentottenne, che ha l'accusa più grave, è rimasto agli arresti domiciliari per pochissimi giorni. La donna avrebbe presentato la denuncia della violenza sessuale dieci giorni dopo averla subita e, secondo la difesa dell'imputato, durante la visita ginecologica per accertare la violenza, avrebbe dichiarato di aver avuto nel frattempo, un altro rapporto sessuale. Questa volta consensuale.
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