Il Tirreno

Prato

Lavori archeologici aperti al pubblico

di Alessandra Agrati
Lavori archeologici aperti al pubblico

La terza tranche di scavi nella Badia di Vaiano inaugura un nuovo modo di renderli fruibili ai visitatori

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VAIANO. La Badia di Vaiano da trentotto anni è un laboratorio archeologico. Nel 1975 quando iniziarono gli scavi ad opera dell' archeologo Vannini si posero le basi per i primi studi di archeologia medioevale italiana, oggi con la terza tranche di scavi si è inaugurata l'era dell' archeologia pubblica, un modo per renderla più fruibile al pubblico. La ventata di novità è stata portata da un gruppo di giovani archeologi dell'università di Firenze, gli stessi che hanno l'incarico per la piazza delle Carceri a Prato, che lavorano nel cantiere aperto in modo da permettere ai visitatori o semplicemente a chi è di passaggio di guardare cosa sta succedendo e come procedono gli scavi. «Non sempre è possibile lavorare a porte aperte – spiega Francesca Cheli - nella Badia siamo riusciti soltanto per il locale della cucina che si trova in prossimità della piazza, per le altre tre stanze , che sono vicino al campanile, è impossibile così abbiamo ovviato al problema organizzando delle visite guidate in cantiere, in modo da stabilire un rapporto diretto con i visitatori». Anche la futura collocazione dei reperti, ad oggi oltre 10 mila, sarà studiata secondo le richieste del pubblico. «Vogliamo, anche in questo caso, – spiega l'archeologa – tenere presente l'ottica dei visitatori, ovviamente sempre con una supervisione da parte degli addetti ai lavori». La terza campagna di scavi si concluderà a ottobre ed entro il prossimo anno il museo della Badia avrà quattro nuovi locali completamente ristrutturati. «Abbiamo anche inaugurato, per gli scavi nella cucina dei monaci – precisa Cheli - una metodologia nuova che prevede una sorta di tandem fra i lavori degli archeologi e quello dei restauratori». La campagna di scavi , circa 700 mila euro, è cofinanziata dal Comune, dalla Provincia, dalla Diocesi e dall'associazione pro museo della Badia. «Anche in questo caso – spiega Adriano Rigoli coordinatore del museo – Vaiano è stata la prima a creare una rete di volontari che sono riusciti a reperire fondi da destinare agli scavi». Una stagione lunga quasi quarant'anni che ormai ha portato a scoprire tutte le stanze che facevano parte della Badia, c'è invece molto da fare per la catalogazione dei reperti; gli ultimi trovati sono soprattutto vasellame di uso quotidiano, ma anche chiavi e oggetti personali. Sono invece 20 gli anni dalla fondazione del museo, avvenuta il 18 settembre 1993 dopo il successo di una mostra organizzata per il quinto centenario della morte di Lorenzo il Magnifico. «La Badia – racconta Rigoli – ha uno stretto legame con i Medici, infatti sul portone d'ingresso è rappresentato lo stemma della famiglia, fra qualche settimana leveremo i ponteggi alla facciata e potremo ammirare il complesso, in tutta la sua bellezza». Il museo aperto soltanto il fine settimana, è visitato ogni anno da 3000 persone, tra questi anche alcuni stranieri. «Siamo sicuramente l'attrazione per chi viene a Vaiano - ricorda il coordinatore - tutti si fermano per una visita al museo». Per il ventennale sono previste due visite guidate al cantiere archeologico, una il 15 in contemporanea con l'incontro al Mulinaccio dei responsabili delle 37 case della memoria italiane e l'altra il 22 settembre.

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