Caso Bettazzi, il M5S di Prato chiede le dimissioni del sindaco Cenni
Barosco all’attacco: «Come fa a dire che Asm avrebbe risparmiato quando ancora non si sa quanto avrebbe pagato per la mediazione?». La replica di Bambagioni (Udc): "Seminatore di barzellette"
PRATO. Il Movimento 5 Stelle chiede le dimissioni del sindaco Roberto Cenni, in relazione al caso che ha coinvolto il presidente del consiglio comunale Maurizio Bettazzi, indagato per corruzione per aver mediato un prestito del Credito cooperativo Area pratese alla partecipata Asm.
«Scopriamo dalla stampa - scrive Fausto Barosco, responsabile del meet up 134 di M5S - che il sindaco Cenni era a conoscenza della "consulenza" che il presidente del consiglio comunale Bettazzi ha fatto per Asm. Risulta addirittura che il sindaco abbia giustificato tale modus operandi perché in tal modo Asm avrebbe risparmiato 4-5 volte il costo dell'operazione, se tale fosse stata fatta fare da terzi. Una balla insostenibile per una ragione sola: Asm non ha ancora liquidato Bettazzi e non ha ancora stabilito quanto versare a Bettazzi per i servigi resi».
«Come si fa a sostenere che Asm avrebbe avuto un risparmio di 4-5 volte se non si sa nemmeno quant'è l'importo concordato con Bettazzi? - si chiede Barosco - Il tutto viene detto da un sindaco che ha sempre sbandierato l'imparzialità e la trasparenza come due punti fermi del proprio operato. A noi tutto ciò fa schifo, fa schifo tanto più che i 61.584,16 euro da dare alla Mannoia questa amministrazione li ha trovati, ma per far fare una consulenza ad Asm è stata "costretta" a rivolgersi al presidente del consiglio comunale per poter risparmiare. Di fronte a tutto ciò o siamo governati da persone che non sono in grado di intendere e volere oppure se intendono, beh quel che vogliono non ha niente a che fare con la corretta amministrazione di Prato. Tertium non datur».
«Roberto Cenni - attacca Barosco - ha sempre detto che si è candidato per servire Prato e che sulla sua ricandidatura sarebbe stato disponibile a fare non un passo indietro ma anche due. Il momento è arrivato, Roberto Cenni di passi indietro ne faccia tre e si dimetta, sarebbe l'unico modo di chiudere con onore. I cittadini ed i giovani in particolare hanno bisogno di esempi di correttezza e di integrità morale, il sindaco è il primo cittadino ed è il primo a dover dare l'esempio».
A Barosco risponde a stretto giro di posta Giovanni Bambagioni, segretario provinciale dell'Udc. "Di fronte alle farneticanti espressioni del signor Barosco - scrive Bambagioni - che dice di rappresentare il Movimento Cinque Stelle in città, siamo presi dallo sgomento. A differenza di Barosco, a noi fa schifo la strumentalizzazione demagogica della sua parte politica, fanno schifo le invereconde bugie che tanta parte dell' opposizione vorrebbe raccontare ai cittadini pratesi, fa schifo il neo-analfabetismo con cui taluni pretenderebbero di affontare le questioni e i problemi della città".
"Fa schifo la voluta confusione - aggiunge Bambagioni - con cui si tenta di mescolare aspetti giudiziari e problemi politici e fa schifo la tentazione di alcuni di volersi rappresentare come gli unici illuminati in un quadro politico buio e tetro. Ecco, i pratesi dovrebbero guardarsi da questi seminatori di barzellette, tipo polli alla diossina, che avvelenano la convivenza civile della nostra città".
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