Il dolore
Non è un sogno così impossibile ridare vita a un quartiere
L’avvocato racconta l’esperienza del Consorzio Santa Trinita che con la cena nei giardini di S. Orsola ha mostrato come una strada può tornare ad avere fiducia nel futuro
PRATO. Arrivato in Santa Trinita una decina di anni fa con la sua famiglia, da un mesetto a questa parte sta lavorando a un progetto di riqualificazione per riportare il quartiere allo splendore di un tempo. Francesco Querci, avvocato e consigliere provinciale dell’Udc, sfruttando le sue doti di politico è riuscito a canalizzare il malcontento di abitanti e negozianti della zona verso un obiettivo comune. Non è un’iniziativa politica né partitica quella che ne è venuta fuori, bensì il frutto di un lavoro di squadra, bipartisan e condiviso da tutti, di cui Querci è uno dei protagonisti principali insieme ai soci del neonato Consorzio Santa Trinita. L’obiettivo è quello di coinvolgere i cittadini in azioni e proposte per migliorare la vita della comunità e battersi contro il degrado. Per presentarsi alla città, hanno organizzato una cena-evento ai giardini di Sant’Orsola, cuore dell’intera operazione che per primo sarà interessato da un progetto di recupero. «E’ nato tutto in maniera molto spontanea - spiega Querci - parlando con i negozianti di vicinato e gli altri residenti, mi sono subito reso conto che c’era una gran voglia di fare qualcosa per rivitalizzare questa strada che rappresenta una delle principali porte d’ingresso della città. Quello che vogliamo fare è semplicemente riportare a buon un livello di vivibilità il quartiere, partendo dalla riqualificazione degli edifici, alcuni dei quali versano in condizioni disastrose».
Candidato per l’Udc alla presidenza della Provincia, nel 2009 Querci fu eletto consigliere provinciale. A distanza di quattro anni, sente il bisogno di tornare in mezzo alla gente e di colmare un vuoto lasciato da una politica scollata dai cittadini facendosi promotore di un progetto nato sul territorio «perché - afferma - è necessario tornare a fare politica in mezzo alle persone». Santa Trinita diventa brand. Se una commissione eventi si occuperà di organizzare iniziative per favorire le attività commerciali, il comitato tecnico, di cui fanno parte diversi professionisti tra cui lo stesso Querci, avrà il compito di elaborare progetti, presentare proposte di riqualificazione urbana, dialogare con gli amministratori e intercettare bandi per l’utilizzo dei fondi europei. «Cercheremo prima di tutto di dare un’identità a questo quartiere - afferma Querci - decoro degli edifici e un’illuminazione stradale di un certo tipo, sono due elementi fondamentali per contribuire a creare un’immagine che diventi una specie di brand nel quale la comunità possa riconoscersi, favorendo così anche l’apertura di nuove attività».
Dove la pubblica amministrazione non arriva, ci pensano i cittadini, auto-organizzandosi. «Bere o affogare», dice il presidente del Consorzio, una realtà che si è costituita «non tanto per organizzare eventi - precisa - ma per migliorare la vivibilità della zona e favorire le attività commerciali». «E’ tempo di darsi da fare - dichiara - d’altra parte, se nelle casse pubbliche mancano le risorse, non si fare diversamente». Da qui l’idea di dar vita quanto prima a una piattaforma che renda disponibile in forma digitale una mappa dei fondi sfitti e di tutti i negozi presenti nel quartiere offrendo così un servizio utile ai cittadini e a chiunque stia pensando di aprire un’attività in zona. «Vogliamo creare un modello propositivo, che s’ispira a quelli anglosassoni - afferma Querci - se funzionerà, sarà applicabile anche ad altri quartieri della città, in centro come in periferia, che risentono delle stesse nostre problematiche». Sant’Orsola cambia pelle. Particolare attenzione sarà data a questo spazio verde, che secondo gli abitanti del quartiere è diventato off-limits per i cittadini a causa di episodi di droga e spaccio. «Entro dicembre - annuncia - presenteremo all’amministrazione comunale un progetto che prevede la chiusura dei giardini dopo una certa ora e la dotazione di servizi che consentano di allestire lo spazio per organizzare, ad esempio, dei mercatini di Natale».
«Dal destino di quest’area dipende la qualità della vita degli abitanti di questa zona della città - afferma - per quanto mi riguarda, non vorrei che fosse destinata esclusivamente a verde pubblico perché si rischierebbe di ripetere un altro caso Sant’Orsola».
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