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Prato

Il congresso Pd parte dai “civatiani”

Il congresso Pd parte dai “civatiani”

Hanno costituito il comitato in vista della visita di Pippo alla Festa del partito. Presenti anche Santi, Mangani, Mennini

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PRATO. Primi ad arrivare. Sono i “civatiani” di Prato che hanno costituito il comitato per Pippo Civati nuovo segretario nazionale del Partito democratico. La campagna per il congresso parte da oggi. Presenti nomi noti del Pd: Ilaria Santi arrivata ad un passo dal Senato alle “parlamentarie” Pd che la sceltà l’ha fatta: «Mi hanno attribuito tante etichette, questa volta me la metto da sola», Marco Monzali, new entry del partito (ex sostenitore di Sel), Simone Mangani e Roberto Mennini, consiglieri comunali e poi il fondatore della pagina civatiana di Facebook Daniele Pinai, Antonio Nelson Facchi, Luca Soldi, Sergio Puggelli. Osservatore esterno l’assessore di Poggio Angelo Formichella. Insomma un gruppo strutturato e agguerrito. L’annuncio viene in un momento strategico: Pippo - così lo chiamano - arriverà a Prato domani sera per partecipare alla Festa democratica (per contattare i civitiani utilizzare la pagina Facebook Prato x Civati, mandare una mail a pratoxcivati@gmail.con o telefonare al 2377243012). Ed è lì che presenterà idee e programmi. Che i “civatiani” di Prato declinano a loro volta: critica aspra al governo Letta della larghe intese, volontà ferra di recuperare il patto per una coalizione di centrosinistra: Italia bene comune, sottoscritto da Bersani, Vendola e Nencini nel 2012 e avallato con la firma di ogni elettore delle “parlamentarie”. «Un patto tradito che invece per noi è un punto di partenza imprescindibile - dice Monzali - anche per recuperare un rapporto di fiducia con la nostra gente». Idee chiare sul fronte nazionale, qualche cautela su quello locale «da dove a partire da settembre speriamo - afferma Santi - si inizierà a preparare il congresso provinciale». Si parte dai territori e le grandi manovre sono iniziate con un occhio alla partita delle amministrative. In una serie di riunioni congiunte tra le anime Pd (renziani, franceschiniani, civatiani, ex bersianiani) l’accordo di massima è stato trovato: «Al congresso si va uniti - continua Santi - senza corse in avanti e con la disponibilità a fare un passo indietro se il nome di un candidato segretario va bene alla maggioranza». Le decisioni politiche da qui in avanti verranno prese dalla direzione, con un depotenziamento effettivo della segreteria Bugetti, per altro d’accordo con la linea della maggioranza.

Se la volontà è andare al congresso e poi alle amministrative con un Pd non frammentato in mille correnti che litigano tra di loro e corrono ognuna per sè, non è però detto che i “civatiani” di Prato non diano battaglia su un candidato a loro gradito. Lo spiega bene Facchi: «Al congresso nazionale evidentemente sosterremo Civati che è l’unico candidato libero e senza corrente, al congresso provinciale garantiremo il nostro appoggio a chi rappresenterà meglio le nostre istanze». Insomma non è detto che da questa nuova mano di carte dei democratici in cerca di un unità d’intenti vera, esce un candidato pratese della corrente civatiana. Ma non è nemmeno detto - se la partita si inasprirà nuovamente - che ai nastri di partenza ad ottobre non ci siano più concorrenti. «Antagonisti tra loro - precisa Mennini - ma non nemici dichiarati».Sul tavolo anche un polemica velenosa: la critica a quei parlamentari pratesi che pur controvoglia hanno votato la sospensione dei lavori parlamentari.Un riferimento chiaro al renziano Matteo Biffoni.

Cristina Orsini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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