La manifestazione
Il Pd si prepara all’affondo contro Asm
Caso Bettazzi, aria pesante in Comune, il presidente del consiglio sempre più isolato ma niente mozione di sfiducia
PRATO. Aria pesante in Comune condita da un imbarazzo solo sussurrato ma palpabile.
Il caso Maurizio Bettazzi - il presidente del consiglio comunale indagato per corruzione nella vicenda del prestito ad Asm, partecipata del Comune al cento per cento, da parte della banca di Credito cooperativo area pratese - rischia di destabilizzare ulteriormente la già precaria maggioranza di centrodestra. Con un consigliere ex Pdl passato nelle fila degli Indipendenti per Prato, Simone Frosini, che sbatte la porta e si dimette giurando che la questione Bettazzi non c’entra nulla ma con una scelta di tempi che non aiuta; con un silenzio assordante da parte del sindaco e della giunta che in difesa - anche se d’ufficio - del presidente del consiglio non hanno detto una parola; con la fribrillazioni di altri consiglieri di maggioranza.
Evidente il disagio degli Indipendenti che da quattro presto scenderanno a tre e che non hanno chiesto le dimissioni del presidente Bettazzi «perchè non siamo un tribunale» affermano Gianluca Banchelli e Francesco Innaco ma che hanno parlato esplicitamente di «un evidente conflitto di interessi che dovrebbe portare Bettazzi a fare un passo indietro ma in piena autonomia».
Il presidente del consiglio ha già detto, nell’immediatezza, che a dimettersi non ci pensa proprio ma la situazione di certo non è stabile. Resta esclusa, almeno per ora, l’ipotesi di una mozione di sfiducia da parte delle opposizioni Pd e Idv: In primo luogo perchè con ogni probabilità non avrebbe i numero per passare (nemmeno gli Indipendenti la voterebbero) e inoltre perchè con mancherebbero gli estremi per presentarla sulla base di regolamenti e statuto: la mozione di sfiducia si può presentare a carico del sindaco, non altri.
Qualcuno -di certo non un amico di Bettazzi e non per forza d’opposizione - ha anche pensato alla revoca del mandato ma anche questo non è possibile: revocando il mandato al presidente del consiglio decadrebbero tutti gli atti fatti dall’inizio del mandato. Dunque il presidente Bettazzi - che ha già combattutto contro una mozione di censura presentata dal Pd l’anno scorso, vincendo la battaglia - con molta difficoltà verrà detronizzato a causa di atti indipendenti dalla sua volontà.
Il centrosinistra invece sta preparandosi a sferrare un attacco a tutto campo ad Asm. Il presidente del gruppo Massimo Carlesi l’altro giorno ha ufficialmente chiesto all’azienda la consegna di tutti gli atti intercorsi tra Asm e Bettazzi : incarichi di consulenza (e decisi da chi), fatture se esistono. Carte che dovrebbero servire a fare chiarezza sulla vicenda ma che potrebbero avere conseguenze politiche pesanti. «Vogliamo capire come muoverci - afferma Carlesi - ma se dovessimo scoprire questioni che giudichiamo eticamente inaccettabili agiremo di conseguenza».
Unica la strada che Pd potrebbe intraprendere: una comunicazione nel prossimo consiglio comunale (che non sarà convocato prima del 25 luglio) nella quale chiedere conto della vicenda al sindaco ma parallelamente chiedere la caduta delle teste dei vertici di Asm. Un’operazione “trasparenza” a tutto campo e di stampo bipartisan.
Crsitina Orsini
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