La manifestazione
Liceo Copernico, gli studenti di Prato si schierano contro i genitori
Gli adulti avevano criticato i docenti per i voti troppo bassi, i ragazzi li smentiscono: tutto regolare
PRATO. La maturità non è un voto, ma la capacità di giudicare in modo oggettivo le situazioni. I ragazzi della VGs del Liceo Copernico si dissociano dalla presa di posizione di alcuni genitori rispetto ai voti di maturità, e rivendicano la loro autonomia.
«Quando abbiamo letto sul giornale che una delegazione si è rivolta al preside per contestare gli esiti finali dell'esame di Stato- spiega Andrea Capecchi – ci siamo sentiti scavalcati; le prove sono state sostenute da noi, se avessimo avuto qualcosa da recriminare lo avremmo fatto personalmente». Del resto sono tutti maggiorenni perciò un eventuale ricorso al Tar è di loro competenza. Genitori quindi che forse hanno proiettato le loro aspirazioni sui figli.
«Se chi si è rivolto ai giornali fosse stato corretto – spiega Kevin Gumiero – prima avrebbe dovuto sentire il nostro parere, inoltre ha dato indicazioni sbagliate; i voti sono coerenti con l'andamento scolastico del triennio e i membri interni ci hanno dato preziosi consigli su come affrontare l'esame». Nessuna penalizzazione, quindi e neppure incapacità del corpo docenti di “difendere” i propri alunni. «A marzo – spiega Kevin che è anche il rappresentante degli studenti - abbiamo firmato la presentazione della classe, in perfetta sintonia con l'andamento dei voti. Quel documento è stato la base su cui sono stati dati i voti. Ciascuno ha avuto il giudizio in linea con i risultati sia dell'esame sia del triennio».
La delegazione di papà e mamme aveva anche ipotizzato una scorrettezza nei confronti di un'alunna che si sarebbe meritata la lode. «Nessuno ha fatto esplicitamente il mio nome – spiega Giulia La Rocca - ma ovviamente si riferivano a me. Il voto che ho avuto mi ha soddisfatto pienamente, credo che chi si è arrogato il diritto di parlare a nome mia abbia agito male; non sono un tipo che si lamenta e nello specifico non avevo nulla da recriminare». Come dire che ormai questi ragazzi non hanno più bisogno della balia. «L'unico barlume di verità – precisa Gumiero – è che la commissione, soprattutto il professore di matematica, è stata molto ligia al regolamento; non era simpaticissima, ma ha fatto il suo dovere». I ragazzi, prima di accusare, hanno anche riguardato il regolamento. «Effettivamente – precisa Giulia – secondo quanto pubblicato dal Ministero bisogna premiare i ragazzi che nel compito di matematica hanno scelto la soluzione più intuitiva, noi eravamo abituati a ragionare in modo più analitico. Ma non è colpa di nessuno». I tre ragazzi sono disponibili a qualsiasi confronto con la delegazione dei genitori. Una lezione di maturità che merita non solo il 100 ma anche la lode.
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