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Prato

“Fuoco amico” sul presidente del consiglio comunale indagato

“Fuoco amico” sul presidente del consiglio comunale indagato

I quattro consiglieri di “Indipendenti per Prato” chiedono le dimissioni di Bettazzi e dei vertici dell’Asm: “Serve un chiarimento, il sindaco sia garante”

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PRATO. “Fuoco amico” sul presidente del consiglio comunale Maurizio Bettazzi, indagato per corruzione in relazione all’inchiesta sul Credito cooperativo Area Pratese. Ieri i quattro consiglieri comunali del gruppo “Indipendenti per Prato” (Innaco, Frosini, Banchelli e Gestri) hanno chiesto le sue dimissioni, oltre a quelle del presidente e del direttore di Asm, Alessandro Canovai e Sandro Gensini, anche se poi hanno cercato di rettificare il tiro. Il testo del comunicato diffuso dai quattro è comunque molto chiaro.

«Mentre siamo convinti - scrivono - che sul piano giudiziario la vicenda si chiarirà positivamente per tutti gli attori coinvolti - e su questo siamo vicini a Bettazzi sul piano umano e personale - sul piano politico rileviamo che la questione rimane tuttora immutata ed irrisolta. Tuttavia liquidare quanto accaduto con un atto di censura nei confronti del solo presidente del consiglio come sta facendo buona parte della sinistra senza coinvolgere in modo adeguato i vertici amministrativi e dirigenziali di Asm equivarrebbe alla comoda individuazione di un capro espiatorio».

«E poiché riteniamo inaccettabile quanto emerge dai fatti portati dinanzi all'opinione pubblica da parte di tutti coloro i quali nella vicenda hanno rivestito e tuttora rivestono un ruolo pubblico chiediamo, nell'interesse della cittadinanza, piena luce sull'accaduto e una completa assunzione di responsabilità dei coinvolti nella vicenda anche attraverso le dimissioni dai loro incarichi».

«E questo vale per il Presidente del Consiglio Bettazzi e parimenti per il Presidente di Asm Canovai, per gli altri i consiglieri di amministrazione e tutti i dirigenti della società coinvolti nella vicenda, a partire dal direttore Gensini. Da parte nostra - concludono i quattro consiglieri - ci faremo carico di sollecitare l'Istituzione per un chiarimento politico sull'accaduto chiedendo fin d'ora che il sindaco di ciò si faccia pubblico garante».

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