Proteste
Blasi all’attacco: “Asm è un bancomat per il Comune, ora basta”
L’esponente di Sel interviene sul caso del presidente del consiglio comunale di Prato, Maurizio Bettazzi, indagato per corruzione
PRATO. Asm è una sorta di bancomat per il Comune e nonostante le difficoltà finanziarie si permette di elargire sponsorizzazioni e concedere contributi a pioggia: è tempo che la politica si stacchi dalle aziende partecipate. Lo sostiene Diego Blasi di Sinistra ecologia e libertà in relazione all’inchiesta che coinvolge il presidente del consiglio comunale di Prato, Maurizio Bettazzi.
"La vicenda che coinvolge il presidente del Consiglio Comunale Maurizio Bettazzi, indagato per corruzione - scrive Blasi - mette in luce la mancanza totale di trasparenza nella gestione della cosa pubblica in questa città. La relazione stretta tra il sistema dei partiti e l'arcipelago delle partecipate, non certo da questa legislatura, rappresenta un cancro da cui è necessario liberarci. Credo che il più grande fallimento dell'attuale amministrazione comunale, sia proprio quello di non essere riuscita a produrre una rottura rispetto ai vecchi equilibri del passato, in cui la commistione tra politica ed affari era imperante e rappresentava il prodotto della logica consociativa che governava la città. Una logica basata su pratiche spartitorie, che inevitabilmente ha portato ad una perdita di efficienza notevole nella gestione dei servizi pubblici, a sprechi di risorse e clientelismi».
«Non è necessario soffermarsi ancora sull'opportunità o meno che un pubblico ufficiale, in questo caso il presidente del Consiglio Comunale, faccia una consulenza per una partecipata controllata al 99% dal Comune che rappresenta. Sono evidenti il conflitto d'interessi e la poca trasparenza dell'operazione e in questo caso si, per una questione di opportunità, sarebbero gradite le dimissioni. Credo sia interessante, invece, approfondire maggiormente il ruolo di ASM nella vicenda e chiedere le dimissioni immediate di tutto il CDA, in cui sono presenti anche vecchi esponenti del centrosinistra. ASM, nei fatti, oggi è il bancomat del Comune di Prato. Nonostante i milioni di debiti contratti con le banche, le operazioni di esternalizzazioni dei servizi che stanno causando danni notevoli ai lavoratori, l'azienda pubblica (gestita come una vera e propria società privata) si permette di fare da sponsor e di concedere finanziamenti a pioggia per conto del Comune. In particolare poi, per quel che riguarda nello specifico il caso Bettazzi, risulta centrale il ruolo del CDA, francamente poco chiaro. A tratti contraddittorio. Se sapeva della consulenza, avallandola, è grave. Se non sapeva, lo è ancora di più. E le spiegazioni di Gensini le ritengo imbarazzanti».
«È necessario che il centrosinistra del futuro disegni un nuovo modello di gestione del potere pubblico, andando sempre di più verso il distacco della politica dalle partecipate e verso un sistema di governo con amministratore unico. Dove i CDA delle società controllate siano selezionati attraverso criteri di merito e non con pratiche clientelari. Davanti al disastro di quest'amministrazione, non possiamo permetterci di sbagliare l'ennesimo rigore a porta vuota».
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