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Prato

Bini alza il tiro sul Bettazzi gate e annuncia la sfiducia al sindaco

di Carlandrea Poli
Bini alza il tiro sul Bettazzi gate e annuncia la sfiducia al sindaco

Il consigliere comunale di maggioranza esce da Fli e chiede chiarimenti a Cenni sulla vicenda per la quale è stato  raggiunto da un avviso di garanzia per corruzione il presidente del Consiglio comunale di Prato 

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PRATO. Una doppia sfiducia. Al presidente del consiglio comunale e al sindaco. Con un invito alle dimissioni in blocco anche del CdA di Asm. Sul Bettazzi gate il consigliere comunale Riccardo Bini – che annuncia in queste ore l'addio da Fli – torna su posizioni di netta contrapposizione contro la giunta.

E il primo destinatario della richiesta di chiarimenti sull'inchiesta su Bcc-Asm è proprio Roberto Cenni: “Nel prossimo consiglio auspico che dia le necessarie spiegazioni come Bettazzi. È un'operazione deprecabile. Sul piano politico non tanto per l'implicazione della corruzione, bensì per l'avallo dato a questa vicenda. Lui è il primo responsabile”. Per togliere il centrodestra cittadino dall'impiccio dovrebbe essere – ad avviso del consigliere – la maggioranza in primis ad andare in pressing per le dimissioni del presidente. Se non dovesse arrivare un chiarimento convincente è pronto a votare la mozione di sfiducia contro Bettazzi e – qualora venisse presentata – contro il sindaco. Un passaggio significativo se si pensa che all'indomani dell'avviso di garanzia sul caso Sasch, Bini si schierò contro il voto di sfiducia. Stavolta la voterebbe “certamente”. Chiarendo cosa sia successo nel frattempo: “Due passaggi hanno fatto calare la maschera su un'amministrazione che ha tradito gli elettori e la città. Il primo è stato l'accordo con Estra, rimasto nei cassetti per mesi. Ora, quest'episodio di intermediazione di Bettazzi per Asm. Possiamo dire che sulle partecipate l'amministrazione sia recidiva”.

Gli strali di Bini prendono di mira i vertici di via Paronese per la gestione del triennio di mandato: “Si trova in una condizione di potenziale default. Malgrado questo, si presta a sponsorizzazioni per 400-500 mila euro ogni anno. I debiti superano oramai il fatturato con crediti di comprovata inesigibilità, coperti dai contribuenti con aumenti continui della Tia. La giunta avrebbe fatto meglio a mettere a posto i conti della società”. La rottura col centrodestra è amplificata dalla fuoriuscita da Futuro e Libertà, esperienza considerata un fallimento: “Fini ha sbagliato le strategie, ma non aveva sbagliato le intenzioni – chiarisce –. Ho verificato l'esistenza di alcuni residui atteggiamenti berlusconiani. In Toscana, Pollina ha gestito le tessere come Verdini”. In consiglio resterà per ora nel gruppo misto e non cercherà nell'immediato una nuova casa politica: “Non è il problema principale. Credo che sia più interessante osservare cosa si muoverà a livello locale in vista delle amministrative del prossimo anno”.

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