Il Tirreno

Prato

Dalla Hollywood in riva all’Arno a una città della moda

di Walter Fortini
Dalla Hollywood in riva all’Arno a una città della moda

L’ex fabbrica di dinamite Nobel ancora in cerca di autore: la riqualificazione di novanta ettari di bosco ed edifici sulle rive dell’Arno aiuterebbe il rilancio dell’area medicea

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CARMIGNANO. Tramontato il sogno di una Hollywood in riva all'Arno, la ex Nobel di Comeana (che poi, per pochi metri, ricade nel comune di Signa) è ancora in cerca di autore. Per l'ex fabbrica di esplosivi chiusa nel 1958 e smantellata nel 1964 dopo quasi mezzo secolo di attività, si è parlato negli ultimi mesi di un progetto legato alla moda. Niente che sia arrivato a qualcosa di ufficiale o messo nero su bianco.

Ma è per dire che il lavoro sotto traccia prosegue: il rilancio dell'area del resto interessa a molti, al Comune (anzi ai due Comuni), ai cittadini e naturalmente ai proprietari dell'area, riuniti nella società "Il Pitto"tra cui figura anche la famiglia Allegri, la stessa della Manifattura tessile di Comeana.

Anni fa il comune di Signa ha approvato una variante che prevedeva 45 mila metri quadri di studios e 5 mila di università del cinema, 10 mila di centro benessere, 25 mila di strutture turistiche, 5 mila di area convegni e 15 mila di residence per ospitare studenti e dipendenti: un 30% di edifici ad uso ricettivo, altrettanti a fini commerciali, un altro 30% per funzioni strettamente cinematografiche e un 10% destinato a case ed abitazioni. E da lì pare che si riparta, sostituendo magari al 30% di costruzioni destinate agli studios immobili dedicati ad una nuova funzione. Certo è che che si tratta di un bell'investimento ed occorre avere le spalle ben coperte. Anche per questo la Hollywood in riva all'Arno è rimasta forse solo un progetto sulla carta. E neppure ad un progetto compiuto sono arrivate le idee lanciate in precedenza: dalla beauty farm ad un campus universitario dove trasferire tutta l'Università di Firenze, fino alla Cittadella viola.

Lo stabilimento del resto è quasi una città: un paese che che si estende su 90 ettari coperti dal bosco, sotto cui è un brulicare di vialetti, strade ferrate, piazze, gallerie ed edifici per 290 mila metri cubi, abbandonati da cinquant'anni ma per buona parte ancora integri. Un luogo magico e misterioso. Vi lavoravano a migliaia fino alla fine della seconda guerra mondiale. Ne raccontano i nonni di Comeana e Carmignano, ma in pochi oramai ne hanno un ricordo diretto. E si spiega anche così il successo che negli ultimi tre anni hanno avuto le due visite guidate organizzate all'interno, quando i cancelli in riva all'Arno sono tornati ad aprirsi e a centinaia si sono fatti guidare nella cittadella stretta tra le ultime anse dell'Ombrone. Quando nel 1912 iniziarono i lavori da quei terreni passava la strada per Signa. Fu spostata per far posto alla fabbrica, costruendo un nuovo ponte. E fu anche fatto nascere il bosco, per proteggere l'impianto dagli occhi indiscreti dell'aviazione.

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