Sicurezza
Caso Bettazzi, questione etica e conflitto di interesse
Ecco le reazioni dei vari esponenti politici di Prato dopo l’avviso di garanzia ricevuto dal presidente del Consiglio comunale di Prato che lo vede indagato per corruzione
PRATO. Ecco tutte le reazioni politiche dopo l’avviso di garanzia per corruzione al presidnete del Consiglio comunale di Prato, Maurizio Bettazzi.
Francesco Innaco (Indipendenti per Prato). "La vicenda che vede coinvolto il presidente del Consiglio Comunale, una banca locale ed Asm appare grave" si legge in un comunicato degli Indipendenti per Prato, gruppo di maggioranza, ed inviato da Francesco Innaco.
"E mentre siamo convinti che sul piano giudiziario la vicenda si chiarirà positivamente per tutti gli attori coinvolti - e su questo siamo vicini a Bettazzi sul piano umano e personale - sul piano politico rileviamo che la questione rimane tuttora immutata ed irrisolta.Tuttavia liquidare quanto accaduto con un atto di censura nei confronti del solo presidente del Consiglio come sta facendo buona parte della sinistra senza coinvolgere in modo adeguato i vertici amministrativi e dirigenziali di Asm equivarrebbe alla comoda individuazione di un capro espiatorio".
"E poiché riteniamo inaccettabile quanto emerge dai fatti portati dinanzi all'opinione pubblica da parte di tutti coloro i quali nella vicenda hanno rivestito e tuttora rivestono un ruolo pubblico chiediamo, nell'interesse della cittadinanza, piena luce sull'accaduto e una completa assunzione di responsabilità dei coinvolti nella vicenda anche attraverso le dimissioni dai loro incarichi".
"E questo vale per il presidente del Consiglio Bettazzi - chiude la nota - e parimenti per il presidente di Asm Canovai, per gli altri consiglieri di amministrazione e tutti i dirigenti della società coinvolti nella vicenda, a partire dal direttore Gensini".
Vittorio Giugni dell'Associazione Radicale Liber@mentePrato, "Le dichiarazioni del sindaco Roberto Cenni, del direttore di Asm Sandro Gensini, dello stesso Maurizio Bettazzi, tutte tese a minimizzare la questione della "intermediazione professionale" del presidente del Consiglio Comunale, sortono un effetto esattamente contrario - scrive Giugni - Tale da costringere anche noi, ipergarantisti, a chiedere a Bettazzi di fare un passo indietro. Proprio per quello che tali dichiarazioni significano!.Comunque la si voglia vedere siamo di fronte ad un comportamento assai poco eticamente e politicamente corretto da parte della massima autorità del Consiglio Comunale. Che sicuramente aveva ed ha tutto il diritto di continuare a svolgere, nonostante l'appannaggio riconosciutogli dallo Statuto e dal Regolamento comunale, la propria professione. Ma con dei limiti invalicabili, se non giuridicamente, almeno politicamente!.Non si può essere contemporaneamente alla guida dell'organo cui spetta la funzione di controllo sulle aziende partecipate ed allo stesso tempo svolgere per una di esse, tra le più rilevanti, compiti di intermediazione finanziaria"
Salvo Ardita, coordinatore provinciale dell’Italia dei Valori, pone l’attenzione sul conflitto di interesse. “Il caso Bettazzi, per ultimo, indipendentemente dal caso giudiziario di esclusiva competenza degli inquirenti - scrive Ardita - non può che lasciarmi e lasciarci perplessi sulla guida di una amministrazione di una città dichiarata in stato di crisi. Il sindaco, indagato per bancarotta fraudolenta e il presidente del consiglio comunale indagato per corruzione non è certo un bel biglietto da visita per Prato e per i pratesi”.
“Non intendo speculare sui casi in argomento - aggiunge Ardita - ma il caso Bettazzi pone interrogativi seri sul conflitto di interesse e cioè sulle condotte che devono assumere gli amministratori in ragione dei rapporti amministrativi per le aziende a partecipazione”.
“Se non si ravviserà una ragione giuridica che impone all'amministratore alcune condotte - conclude il coordinatore IdV - dovrà pur ravvisarsi una ragione etica che impone la trasparenza della conduzione politica dello stesso amministratore che dovrà sempre tenersi lontano da privati interessi”.
Fausto Barosco del M5S chiede le dimissioni non solo del presidente del consiglio comunale Maurizio Bettazzi ma anche quelle del direttore e del presidente di Asm, rispettivamente Sandro Gensini e Alessandro Canovai.
“Noi non sappiamo se ci sia stata o meno corruzione - scrive sula sua pagina Facebook - questo ce lo dirà la magistratura, c'è una cosa però che va aldilà del reato penale, il fortissimo conflitto di interessi. A Prato abbiamo il presidente del consiglio comunale che lavora privatamente per trovare finanziamenti ad una partecipata del Comune. Bettazzi si deve dimettere, così come il presidente di Asm Alessandro Canovai ed il direttore Sandro Gensini, per i quali in questa vicenda avrebbe prevalso "l'aspetto professionale". Con tutti i professionisti che ci sono diventa indispensabile avere le prestazioni del presidente del consiglio comunale?”
Sel: "Si dimetta insieme a Cenni". "Non ne possiamo più della continua commistione tra potere politico e affari - è il commento di Diego Blasi di Sinistra ecologia e libertà - Abbiamo urgente bisogno di costruire una nuova etica pubblica, di riportare la salute nelle istituzioni. I più alti vertici istituzionali del Comune sono indagati, il sindaco per bancarotta e il presidente del consiglio comunale per corruzione. Facciano un favore alla città e per una volta dimostrino di credere nella pratesità che tanto propagandano: rassegnino entrambi le dimissioni e si ritirino a vita privata. Solo così restituiranno dignità a Prato e ai pratesi".
Pdl: l'inchiesta dimostrerà che è innocente. "Conoscendo l'onestà e la dirittura morale del presidente Maurizio Bettazzi - scrivono in una nota Riccardo Mazzoni e Alessandro Giugni (coordinatori del Pdl pratese) - siamo certi che l'inchiesta della magistratura che lo vede coinvolto dimostrerà la sua totale estraneità alle accuse che gli vengono mosse. Ipotizzare una tangente in una normale attività di intermediazione, che è il lavoro di Bettazzi, è un teorema destinato a cadere davanti alla realtà dei fatti. Rinnoviamo al presidente del consiglio comunale tutta la nostra stima, personale e politica, e gli esprimiamo la totale solidarietà del partito".
La città per noi: Bettazzi deve dimettersi. Il movimento civico La città per noi che ha sostenuto in campagna elettorale l'attuale amministrazione di centrodestra, si dice in armonia con il principio di presunzione di innocenza fino all’ultimo grado di giudizio, "tuttavia il reato che viene contestato al presidente Bettazzi non è roba di poco conto, e soprattutto getta un’ombra inquietante sulla limpidezza del suo mandato da presidente del consiglio comunale - si legge in una loro nota - È per questo che il movimento civico La città per noi chiede le dimissioni di Maurizio Bettazzi da presidente del Consiglio comunale, per garantire serenità all’operato del consiglio comunale stesso e della Giunta Cenni, già provata dalle vicende giudiziarie dello stesso sindaco, per il quale lo stesso movimento aveva da tempo chiesto un’autosospensione".
"Lo stesso movimento civico - conclude la nota - si dice fiducioso nell’operato della magistratura che saprà chiarire l’intera vicenda.
Ilaria Bugetti (Pd): Tutta la Giunta dovrebbe dimettersi. "Ritengo di dover avere, come il nostro partito ha sempre fatto, un atteggiamento di rispetto per il delicato lavoro della magistratura, con l'auspicio che venga fatta luce quanto prima sulla vicenda anche nell'interesse delle istituzioni coinvolte e per il bene della città". Questo il commento del segretario Pd Ilaria Bugetti, sulla vicenda che ha coinvolto il presidente del consiglio comunale Maurizio Bettazzi.
"Molti si sono schierati per le dimissioni di Bettazzi, e anche noi crediamo che sarebbe opportuno che si dimettesse. Anche se non dovrebbe essere il solo a farlo. Tutta la giunta si dovrebbe dimettere per come ha governato fino ad oggi. Questa amministrazione non fa altro che organizzare sagre e manifestazioni folkloristiche che durano il tempo di un soffio - aggiunge Bugetti - e che servono solo a mascherare un evidente fallimento sotto il punto di vista della lotta al degrado, all'insicurezza, alle nuove povertà e per l'assenza di risposte alla crescente crisi della disoccupazione. Sindaco, Bettazzi & Co. hanno dimostrato la loro incapacità nella gestione del Bene comune".
Aurelio Donzella (IdV): Se non c'è corruzione, c'è conflitto d'interesse. "Mi risulta che i controllori delle aziende partecipate, quali risultano essere tutti i consiglieri comunali, non possano instaurare rapporti professionali privati che riguardino interessi delle stesse società partecipate suddette - scrive il capogruppo dell'Italia dei Valori - Se il nostro presidente del Consiglio, fosse stato solo un professionista, senza ricoprire la carica che ricopre, penso che non ci sarebbe stato niente da dire: ha riscosso l' onorario dovuto per una prestazione professionale".
"Purtroppo - aggiunge Donzella - le cose non stanno così, non doveva quindi scivolare su questa buccia di banana e quindi sarebbe doveroso da parte sua che a questo punto si dimettesse dalla presidenza del Consiglio".
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