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Prato

Prato, animatori e spazzini nelle strade di Scampia

di Azelio Biagioni
Prato, animatori e spazzini nelle strade di Scampia

Un gruppo di trentadue giovani pratesi dell’associazione “Cieli aperti” ha trascorso nove giorni nel degradato quartiere napoletano

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PRATO. Sono stati nove giorni forti, intensi e che hanno lasciato il segno nei trentadue volontari dell’associazione “Cieli aperti” da poco rientrati da un campo di animazione a Scampia. Suddivisi in gruppi (cinque ragazzi dai 9 ai 14 anni, tredici giovani dai 14 ai 20 anni, tredici persone dai 30 ai 40 anni e un adulto accompagnatore) per la prima volta i volontari, dal 22 al 30 giugno, dopo dieci anni di esperienza di campi in Calabria (nella Locride), sono andati in questo quartiere di Napoli per proseguire nel progetto sulla legalità.

L’associazione nacque dieci anni fa in seno alla parrocchia di S. Maria del Soccorso. Nel 2003 i fondatori di “Cieli aperti” conobbero il vescovo di Locri-Gerace che propose loro di andare in “trasferta” in Calabria e fare sul posto quanto stavano portando avanti a Prato, così fino allo scorso anno i campi si sono svolti nella Locride.

Alessia Facchini e Chiara Taiti lavorano all’interno dell’associazione dove sono anche volontarie e partecipare ai campi estivi è per loro un proseguimento naturale delle attività svolte.

Loro insieme agli altri volontari, in Campania sono stati ospiti del centro “Hurtado” gestito dai gesuiti e hanno vissuto i nove giorni svolgendo diversi compiti.

Con loro c’era anche Valentino Muratore un ragazzo di 19 anni, alla sua prima esperienza con un campo estivo. Valentino è uno studente della III G del liceo “Rodari”, la classe che ha vinto la sezione video del concorso sulla legalità “Fiorisce la bellezza”, promosso dall’associazione lo scorso dicembre.

Oltre ad altri premi in palio c’era, per due alunni della classe, l’esperienza con l’associazione “Cieli aperti”. Valentino non ci ha pensato su due volte ed ha scelto di mettersi alla prova. Con lui è andata anche la compagna di classe Ester Fedi.

«Sono tornato cambiato – racconta lo studente – non immaginavo fosse così. Se non vedi non puoi capire. Per quanto mi riguarda a Scampia ho lavorato al giardino delle farfalle dove ho aiutato a piantare degli alberi per attirare questi insetti. Ho tagliato alcune piante per ripulire una parte di terreno e ho risistemato le inferriate della Chiesa e poi mi sono dedicato anche all’animazione. Le cose che hanno fatto un po’ tutti anche gli altri volontari. Questa è la mia prima esperienza, che mi ha regalato uno spirito diverso e lo posso dire forte che il prossimo anno rifarò il campo».

«Da dieci anni – racconta Chiara Taiti – viviamo all’ombra di valori che sono della condivisione. E ogni volta è un dire sì ad un’esperienza nuova. Penso che tutti noi che abbiamo vissuto i giorni a Scampia siamo tornati con il senso della speranza, e non è un caso che la Chiesa del posto fosse intitolata a S. Maria della Speranza, e l’ultima foto prima di partire sia stata scattata lì davanti».

Chantal Hening ha 21 anni ed è una studentessa universitaria a Firenze. E’ volontaria di “Cieli aperti” e questo per lei è il quinto campo estivo.

«Vivere queste esperienze è una crescita personale – racconta la studentessa - . Ma quest’anno è stata una cosa molto diversa. Quando nei primi due giorni abbiamo fatto visita agli edifici più degradati ci sono rimasta male. E ho avuto bisogno di un momento di riflessione».

«Abbiamo ripulito alcune piazze e strade, poi c’è stata animazione con i bambini di Scampia, incontri formativi con una psicologa del posto, con un prete e il fondatore del centro “Hurtado” – racconta Alessia Facchini -. Non sono, inoltre, mancati momenti di spiritualità. Speriamo di aver lasciato anche solo un piccolo segno sotto il profilo umano, sociale e spirituale».

I volontari sono stati salutati anche dal sindaco di Napoli Luigi De Magistris e dall’assessore ai giovani Alessandra Clemente.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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