Sicurezza
Vecchio ospedale, costruiamoci un polo universitario e un parco urbano
La proposta del presidente della Circoscrizione centro che presenta il progetto che porta la firma dell’architetto Marco Mattei
PRATO. «Sono preoccupato per quello che potrà accadere all'area del Misericordia e Dolce a settembre col trasferimento dell'ospedale. Abbandonato rischia di diventare una polveriera. L'alternativa? Potrebbero essere murati i primi tre piani».
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Gioca sul filo della provocazione, ma il presidente della circoscrizione Centro Massimo Taiti lancia un monito alla politica a fare presto per garantire la riqualificazione dell'area ex ospedaliera. Non per fare cassa, costruendo case come vorrebbe la Regione per ottenere quei 43 milioni di euro previsti da regolare contratto dal Comune per riscattarlo. Bensì, assecondando il progetto voluto dalla circoscrizione e firmato dall'architetto Marco Mattei che prevede di impiantare un polo universitario nelle palazzine recuperate – ad uso prevalente per la ricerca biomedica – e di un parco urbano lungo la cinta muraria medievale. Stamane la presentazione del libro a firma dello stesso progettista, che vanta la prefazione di Mario Bencivenni storico dell'architettura ed esperto di giardini. La pubblicazione – la terza in quatto anni legata ai progetti della Circoscrizione – edita da Edifir è divisa in quattro parti: alcuni cenni sulla storia della città, il racconto dello sviluppo dell'ospedale fin dalla sua fondazione nel 1218, il polo universitario e il parco urbano. Il fil rouge è la conservazione della vocazione pubblica e sociosanitaria. Con un occhio di riguardo alla lotta all'inquinamento. «L'idea di fondo – aggiunge Bencivenni – è di far tornare a respirare la città. Questo avrebbe il beneficio, migliorando la qualità dell'aria e di incrementare la prevenzione delle malattie».
Con una suggestione lanciata direttamente dal presidente Taiti, memore della celebratissima cena nei giardini di Sant'Orsola: «In una logica di riassetto urbano potremmo abbattere la recinzione e ricondurli col resto del verde che costeggia l'ospedale. Andrebbe chiamato parco urbano Sant'Orsola». E si concede una chiosa in difesa della laboriosità delle circoscrizioni: «Il prossimo anno faremo una quarta pubblicazione, sempre a costo zero. Perché se finiremo sarà per decreto legge, non per consunzione o disinteresse».
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