Attenzione
Sindacati e Provincia ai ferri corti
Cgil, Cisl e Uil denunciano l’assenza di un interlocutore con cui confrontarsi e la continua messa in discussione anche degli accordi che sembravano già essere stati raggiunti. I sindacati minacciano forme di protesta a settembre se le cose non cambieranno
PRATO. Un muro di gomma contro cui rimbalzano tutte le richieste; Cgli Cisl e Uil non usano mezzi termini per definire i rapporti tesi con la Provincia. “La situazione è diventata insostenibile – spiega Enrica Cappelli delegata Cisl agli enti locali – manca un interlocutore con cui confrontarsi, si perde continuamente tempo e appena si raggiunge un accordo bisogna ricominciare da capo perché rimettono tutto in discussione.” I sindacati denunciano una gestione scorretta, talvolta in contrasto anche con il contratto nazionale.
“Un esempio chiarificatore – spiega Fabrizio Gorelli della Cgil – è quello relativo alla 35esima ora lavorativa per i dipendenti, non i dirigenti, della polizia provinciale; il contratto è scaduto da 4 anni, ma è ancora valido, invece la Provincia lo considera ormai decaduto, inoltre l' 80% delle ore di straordinario, su un totale di 3000, sono state utilizzate per funzioni legate alla polizia giudiziaria, quindi chieste da enti terzi.” Un altro comportamento anomalo, secondo i sindacati, riguarda il frequente ricorso alla ragioneria di Stato e alla Corte dei Conti.
“Sembra di giocare al gioco dell' oca – ha commentato Adriana Pagliai della Uil – ogni volta dobbiamo tornare alla casella di partenza perdendo tempo. Inoltre, chiaramente, si vede la volontà di estromettere il sindacato dalle trattative, è stato proposto nell'accordo decentrato che è sufficiente l'approvazione delle Rsu.” L'ultima richiesta di parere alla ragioneria di Stato riguarda i fondi residui del 2010; i sindacati chiedevano uno spostamento in quelli del 2011, la Provincia ha chiesto il parere dell' ente che si è pronunciato in modo positivo. “Speriamo che entro settembre l'atteggiamento cambi – ha concluso Fabrizzi – altrimenti convocheremo le assemblee dei lavoratori e metteremo in atto forme di protesta”. Intanto nell' ultimo quadriennio si sono perse 500 mila euro destinati al personale, il fondo produttività per ogni dipendente è sceso a 100 euro e la tanto annunciata organizzazione dell' Ente non è mai stata neppure disegnata.
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