Imprese cinesi, in sei mesi trovati 1.846 lavoratori in nero
L’assessore del Comune di Prato Aldo Milone presenta un bilancio choc. «In base a una mia analisi c’è un’evasione contributiva di 22 milioni di euro»
PRATO. Sono 1.846 infatti gli immigrati trovati in nero o senza permesso di soggiorno durante i controlli nelle aziende cinesi. Per intenderci solo con i controlli della polizia municipale vengono trovati oltre 10 lavoratori non in regola al giorno. In base a un calcolo dell’assessore Aldo Milone questo porta a un’evasione contributiva di oltre 22 milioni di euro all’anno.
Soldi ricavati dai blitz.
Nei primi mesi del 2013 i controlli della polizia municipale i verbali elevati sono stati 126 di cui 88 pagati per un importo incassato di 35.600 euro più 217mila euro se si conta anche quanto è stato pagato per dissequestrare i macchinari al prezzo di 100 euro l’uno. Poco hanno contribuito alle casse del Comune invece le contravvenzioni per gli abusi edilizi: su 61 verbali elevati ne sono stati pagati poco più della metà (34) per una cifra di 5.326 euro. Da qualche tempo inoltre agli incassi per le irregolarità trovate nelle aziende cinesi durante i controlli vanno sommate le multe per violazioni legate all’utilizzo di bombole di gas non rispettando le regole (2.400 euro). «Un totale - spiega l’assessore Aldo Milone - di 261mila euro e rotti che io ho fatto inserire in un capitolo ad hoc in modo che alla fine possano essere utilizzati, se la situazione lo consente, per interventi in ambito sociale».
Numeri da capogiro tanto che Aldo Milone preparerà una relazione per il ministro Angelino Alfano per chiedere misure straordinarie per Prato.
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