Attenzione
Il Comune pronto a saldare 570mila euro
PRATO. Il Comune è in procinto di saldare fatture arretrate per 570 mila euro. Arrivano anche a Prato i fondi del decreto Monti emanato lo scorso aprile che ha sbloccato il patto di stabilità interno,...
PRATO. Il Comune è in procinto di saldare fatture arretrate per 570 mila euro. Arrivano anche a Prato i fondi del decreto Monti emanato lo scorso aprile che ha sbloccato il patto di stabilità interno, consentendo agli enti locali di avere una boccata d'ossigeno e, soprattutto, di offrirla ai suoi fornitori messi in attesa per mesi. Se non per anni. Tuttavia, anche nel buono della notizia della possibilità per l'ente di tornare in pari con i propri impegni entro la fine di quest'anno c'è del poco buono nell'applicazione del decreto. Tutto merito – si fa per dire – di quello che ha fatto seguito al decreto. Vale a dire, una circolare ministeriale del 28 giugno 2013 che in nome della trasparenza impone di compilare e pubblicare online l'elenco dei debiti da estinguere con il plafond fornito dal decreto, ma con un divieto perentorio a divulgare il nome dei creditori. Vale la pena citare il passaggio: “La pubblicazione dell'elenco completo, da effettuarsi entro il 5 luglio, dovrà poi avvenire in modo da non consentire la puntuale identificazione del creditore, ossia riportando, oltre a quanto previsto dalla norma (importo e data), solo codici identificativi della fattura”. Anche il Comune di Prato si è dovuto adeguare. Nel piano dettagliato stilato dalla ragioneria sono in previsione 63 pagamenti. I due più sostanziosi, per i quali è in corso un'istruttoria, riguardano l'area attività produttiva ed edilizia e ammontano rispettivamente a 136 mila e 80 mila euro, risalenti al 2011. Per i lavori pubblici, invece, sono individuabili due fatture per 32 mila e 22 mila euro. Ulteriori 41 mila euro per una fattura dell'area sport del giugno 2012. Poi si scende sugli importi più piccoli, toccando il minimo nei 24 euro accollati – anche qui una per una spesa non ben precisabile – ai servizi demografici.
Carlandrea Poli
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