Sicurezza
Un mese, 800 chilometri Paola e Doriana da record
Hanno superato i 65 anni ma non ci hanno pensato due volte a lasciare casa e famiglia per cimentarsi nel celebre cammino di Santiago di Compostela
PRATO. Ottocento chilometri a piedi in un mese, lo stretto necessario sistemato in uno zaino che è diventato parte integrante della schiena, il freddo e l'acqua spesso come compagne di viaggio. Il cammino di Santiago di Compostela è fatto così, di piccoli passi continuativi, giorno dopo giorno fino a quando si avvistano le torri della cattedrale e allora il viaggio è finito. La meta è stata raggiunta. Normali sensazioni dei pellegrini che ogni anno compiono il cammino, ma che diventano particolare se a farlo sono due signore che hanno passato i sessantacinque anni e si conoscono a malapena. Paola Paoletti e Doriana Lippini hanno in comune la passione per il cammino, qualche volta si sono incontrate durante “Le passeggiate tra storia e natura” , ma non si sono mai frequentate. Eppure tre mesi fa decidono di mettersi in viaggio insieme, lasciare per un mese la casa e la famiglia e condividere un' esperienza particolare.
«Da anni rimandavo questo viaggio, per me una sfida,– spiega Paola- poi in primavera ho preso la decisione. Sarei dovuta partire con una mia amica, ma ha avuto un contrattempo così quando Doriana mi ha chiesto di accompagnarmi sono stata felice». Per Doriana il cammino ha avuto un significato di indipendenza dalla vita di tutti i giorni. «Sono insicura di natura e timorosa, partire per questa avventura è stata una riscossa personale, la convinzione che posso farcela, non solo a camminare, ma anche ad affrontare uno stile di vita diverso».
Le due camminatrici hanno apprezzato la frugalità del cammino dove, secondo Paola l'eccessivo utilizzo dei tablet era decisamente fuori posto, e il contatto con la natura; a giugno il percorso è costellato di prati in fiore, grano e il profumo del bosco è intenso. «Una sera – ricorda Doriana – abbiamo dormito dentro un campanile, dal mio posto si vede un cielo stellato che mi ha fatto tornare indietro nel tempo, quando ero piccola e vivevo alle Confine e la sera si potevano ammirare le stelle».
Ottocento chilometri sono comunque tanti e qualche momento di sconforto è inevitabilmente arrivato: «A ottanta chilometri dalla fine – ricorda Doriana – mi sono chiesta il senso di tutto ciò, stavo per gettare la spugna, ma le mie amiche di Prato hanno continuato a sostenermi e a incoraggiarmi».
Le avventure di Paola e Doriana non finiscono qui, la prossima settimana saranno festeggiate dal gruppo e intanto stanno pensando di fare anche il cammino primario, quello lungo il mare o forse un pezzo della via franchigena.
Alessandra Agrati
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