Il Tirreno

Prato

Quelle cene tra amici vip nella villa di Poggio a Caiano

Eleonora Barbieri
Quelle cene tra amici vip nella villa di Poggio a Caiano

Immersa nelle colline, la dimora di due imprenditori è diventato il buen retiro per attori e musicisti. Un luogo privato deputato al relax e alla sana allegria che abbiamo visitato per voi. E ai fornelli abbiamo trovato Tony Sperandeo

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Un'antica villa sulle colline di Poggio a Caiano è diventata il buen ritiro di attori famosi e di personaggi del jet set. Il merito è di due imprenditori, Giuseppe Iozzia e Daniele Sorato, titolari di un'azienda di materassi e sistemi di riposo integrati a Montemurlo, amici di molti vip grazie ad affari sparsi in tutta Italia, da Roma a Venezia.

Per seguire meglio la loro attività pratese, acquistata un paio di anni fa, i due imprenditori hanno deciso di prendere casa in zona. Cercavano un posto tranquillo, con piscina ed ecco che un'antica villa poggese ha fatto proprio al caso loro. Un paradiso immerso nelle verdi colline medicee da condividere con gli amici, famosi e non.

FOTO: AMICI VIP NELLA VILLA DI POGGIO A CAIANO

Giuseppe, che in passato ha lavorato negli Usa con musicisti famosi, ha avuto una relazione con Clarissa Burt, sposata a Las Vegas. In una stanza della villa, ci sono le prove della sua vicinanza al mondo del cinema e dello spettacolo. Foto con Antonella Elia, Umberto Smaila, Stefano Masciarelli e persino sotto cornice due pagine di un famoso settimanale sulla sua storia con la Burt. Da una settimana si gode un po' di riposo all'ombra del Montalbano, Tony Sperandeo, indimenticabile volto cattivo di film sulla mafia come La Piovra, ma anche coraggioso poliziotto de La Squadra e in La Scorta.

Amico di vecchia data di Iozzia con cui condivide le stesse origini siciliane, Sperandeo ha accettato volentieri l'invito del suo “compa'”, come amano chiamarsi sottolineando così un legame fraterno: «Non ero mai stato in questa zona. Tanti anni fa a Serravalle a Montecatini per lavoro, ma qui mai. - racconta Sperandeo - Mi piace molto. Ora ho degli impegni di lavoro e familiari a Roma e a Palermo, ma tra una decina di giorni tornerò».

Fa un certo effetto vedere all'opera la versione casalinga di Gaetano Badalamenti dei Cento Passi, ruolo che gli è valso il David di Donatello. Sperandeo ai fornelli. Spaghetti con pomodoro, melanzane fritte e una grattata di parmigiano. Guai a fargli troppe domande mentre cuoce il sugo, c'è il rischio di bruciare tutto, compreso la serata.

«Mi piace cucinare - racconta Sperandeo - come secondo ho previsto fettine alla palermitana». Già, in arrivo ci sono altri amici tra cui l'assistente di Vittorio Sgarbi. «Ci piace stare in compagnia - racconta Giuseppe Iozzia o più semplicemente Pippo - e qui possiamo stare tranquilli. Stamani (sabato mattina, ndr) siamo andati a fare la spesa ed è stato un continuo firmare autografi, fare foto e rispondere alle domande delle persone sulla cattiveria cinematografica di Tony. Che fa piacere, per carità, ma c'è anche bisogno di relax». Nell'immediato futuro di Sperandeo dovrebbe esserci il seguito di “Come un delfino”, ma anche il suo sogno di curare la regia della sceneggiatura scritta da lui per raccontare le storture del nostro sistema giudiziario che costringe le vittime a farsi giustizia da sole per avere delle risposte. Tema attualissimo dal titolo “Io sono la giuria”. Un sogno nel cassetto in attesa di finanziamenti. Nel frattempo, Tony si gode l'estate poggese con un tuffo in piscina immerso nel verde.

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