Il dolore
«Nella nomina di Longo non c’è stato pastrocchio»
PRATO. «L'unico vero pastrocchio, in tema di nomine nelle società partecipate - osserva Riccardo Mazzoni, coordinatore Pdl - lo ha fatto il governo Monti, emanando due norme in totale contraddizione...
«L'unico vero pastrocchio, in tema di nomine nelle società partecipate - osserva Riccardo Mazzoni, coordinatore Pdl - lo ha fatto il governo Monti, emanando due norme in totale contraddizione tra loro. Le nuove regole sulle incompatibilità nei Cda delle società pubbliche, infatti, hanno finito per gettare un’ulteriore ombra di incertezza sulla normativa degli enti locali nel momento in cui si sta procedendo, con l’approvazione dei bilanci di esercizio, al rinnovo dei consigli in scadenza. L'articolo 4 del Dl 95/2012 prevedeva che almeno due consiglieri su tre, o tre su cinque fossero, nelle società interamente pubbliche, dipendenti degli enti locali. Un nuovo decreto (39/2013), invece, interpreta la presenza dei dirigenti comunali nei Cda come elementi potenzialmente corruttivi. Ma nel caso di Longo, ex presidente di Gida e ora di Interoporto, non c'è stato nessun "pastrocchio" o escamotage. Per i presidenti senza deleghe nonesiste alcuna incompatibilità, e questo - secondo il parere del Civit (commissione per la trasparenza delle amministrazioni pubbliche) - vale ancheper chi ha ricoperto cariche elettive negli ultimi due anni».
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